Per molte professioni soprattutto quelle legate alla cultura del progetto e della creatività tout court il nuovo anno coincide con l’arrivo di settembre, una volta accompagnato anche da un mutato clima stagionale, oggi meno percepito in queste estati che si prolungano fino alle porte dell’autunno e oltre.
Cosa ci hanno portato quest’anno i mesi romani nel loro vivace caleidoscopico orizzonte fatto di eventi e di inaugurazioni? TEN TALES è sicuramente una di questa novità. Il format radicale nella sua apparente semplicità a cura di Opera Narratives si può sintetizzare così: quattro storie raccontate in dieci immagini per ogni ospite.


Non una sfilata di portfolio né una conferenza accademica, ma un esercizio di sottrazione e rivelazione. Dieci immagini scelte liberamente, come coordinate e indizi minimi per decodificare un modo personale di abitare il mondo
È un racconto senza riserve. Non si parte dal risultato, si risale la corrente fino alla sorgente dello sguardo: la sedimentazione di un’estetica, di un gesto, la traccia invisibile lasciata da un’immagine nella mente nei processi e nella vita di chi progetta, chi scrive, chi pensa.
È l’autore stesso a curare il proprio racconto visivo, decidendo cosa mostrare e cosa lasciare nell’ombra. Ne nasce un dialogo fluido, capace di saltare la superficie della narrazione professionale per toccare le zone più intime e fertili: le ossessioni, le visioni, le intuizioni latenti che precedono ogni segno sul foglio, ogni processo creativo che si conclude con un’opera di qualsiasi natura, prodotta dall’intelletto umano.
Quindi dieci slide, come tessere di un mosaico intimo, lontane da qualsiasi retorica celebrativa. Un dialogo trasversale che azzera ruoli e gerarchie, unendo architettura, design, arte e fotografia attraverso la forza evocativa delle immagini in un perimetro orizzontale e condiviso, pensato per ritrovare il centro della ricerca creativa in condivisione con la collettività.
Abbiamo poi chiesto ad Opera Narratives:
in un momento di grande crisi planetaria caratterizzato da una alta conflittualità e da un soverchiante cambiamento climatico e altre implicazioni che riguardano tanti aspetti della nostra vita quotidiana pensate che l’arte e la multidisciplinarità dell’universo progettuale e creativo giochi un ruolo importante per dare una direzione, una pratica o comunque una riflessione sul mondo contemporaneo?
Crediamo che l’arte e la cultura assumano un valore ancora più forte nei momenti di grande trasformazione. Non perché debbano fornire risposte definitive, ma perché hanno la capacità di spostare lo sguardo, mettere in discussione certezze consolidate e aprire scenari nuovi.
La cultura costruisce riferimenti. E più ampio è il nostro bagaglio, più siamo capaci di leggere ciò che ci circonda, metterlo in relazione, valutarlo e interpretarlo con consapevolezza.
La multidisciplinarità nasce da questa stessa apertura: lasciarsi contaminare da linguaggi, esperienze e sensibilità diverse, soprattutto da ciò che ancora non conosciamo.
Restare nella propria comfort zone significa muoversi entro confini già noti; uscirne amplia il campo delle possibilità, ci rende più dinamici e crea connessioni che possono trasformarsi in nuove opportunità.
Per noi la pratica creativa ha anche questa funzione: mantenere viva la curiosità, ampliare lo sguardo e offrire nuove possibilità per interpretare il presente e orientarsi dentro la complessità.
Paolo Di Pasquale si forma studiando prima Architettura poi Disegno Industriale a Roma, specializzandosi in Lighting design. Nel 2004 è co-fondatore dello STUDIOILLUMINA, dove si occupa principalmente di Architectural Lighting Design e Luce per la Comunicazione: lo Studio progetta e realizza allestimenti espositivi e museali, ideazione della luce, corpi illuminanti, scenografia notturna - nel settore della riqualificazione urbana e in progettazione di arredi (porti turistici, parchi, giardini, piazze etc.)-, piani della luce per alcuni Comuni italiani e spettacoli di luce. Nel 2007 fonda lo Studio BLACKSHEEP per la progettazione di architettura di interni e di supporto alla pianificazione di eventi, meeting e fiere. E' interessato alla divulgazione della cultura della luce e del progetto attraverso corsi, workshop, convegni e articoli. Ha insegnato allo IED e in strutture istituzionali. E’ docente di Illuminotecnica presso l’Istituto Quasar - Design University Roma di nel corso di Habitat Design e in quello di Architettura dei Giardini. E' Redattore di art a part of cult(ure) per cui segue la sezione Architettura, Design e Grafica con incursioni nell'Arte contemporanea. Dal 2011 aderisce a FEED Trasforma Roma, collettivo di architetti romani che si interroga sul valore contemporaneo dello spazio pubblico esistente, suggerendone una nuova lettura e uso con incursioni e azioni dimostrative sul territorio metropolitano.













