La parola al Teatro #24. Nuoce gravemente alla salute di Alessandra Silipo. I virus che infettano la società

All’interno di un grottesco condominio, nel quale si concentrano inquilini affetti da veri e propri “virus” identificabili come “i mali della società moderna”, prende forma una commedia surreale dal sapore amaro e beffardo che va oltre la storia mostrando come la rappresentazione di messaggi assuma un valore universale.

La pièce, scritta e diretta da Alessandra Silipo, interpretata da Simone Balletti, Sara Poledrelli, Bianca Mei, A. Silipo, Antilena Nicolizas e Luigi Budel, è andata in scena al Teatro Trastevere. Abbiamo incontrato al termine dello spettacolo Alessandra Silipo per farci raccontare questa esperienza.

Il titolo dello spettacolo è ripreso ironicamente da quella che possiamo considerare l’avvertenza più nota a tutela della salute e avere un corpo sano e bello è diventato misura socioeconomica e valore sociale.

La nostra cultura occidentale ha talmente commercializzato la salute da renderla uno status. L’ossessione per diete, cibi biologici e super alimenti, fitness e app per monitorare i parametri della salute nasce dalla ricerca di corpi perfetti dentro e fuori.  L’imperativo sociale e morale alla salute ci obbliga ad essere così e chi si discosta dal paradigma rischia di essere discriminato. Mi piaceva allora l’idea di giocare con questo messaggio per rovesciare l’immaginario collettivo e far riflettere sui danni provocati alla salute dai comportamenti che noi tutti assumiamo inconsapevolmente perché è la società stessa che ci percepisce senza identità e noi in primis manchiamo di rispetto alla nostra individualità, nonostante lo spasmodico tentativo di affermarla.

Efficienza e produttività sono le parole d’ordine che accompagnano l’espressione più ricorrente e amara di questa drammaturgia: siamo solo numeri.

Siamo nati per produrre ed essere efficienti perché viviamo e operiamo in un contesto sociale in cui non siamo mai definiti per quello che siamo ma solo per quello che facciamo. Siamo solo numeri: inadeguati a qualunque ruolo la società imponga, combattiamo con la solitudine cercando di identificarci con un modello che giustifichi la nostra esistenza. L’unica opportunità che gli abitanti del condominio hanno per sentirsi considerati diventa essere parte del popolare talent Un Talent Nell’Arena!: come gladiatore che lotta per sopravvivere alle preferenze del pubblico o come imperatore che ha il potere di decidere di un destino.

Tra fobie, ossessioni e sensi di colpa che affliggono i personaggi della tua commedia molto spazio viene attribuito alla dipendenza dallo schermo che è un tema di grande attualità.

I virus che portiamo in scena sono vari e c’è un meccanismo che ricorre in tutto lo spettacolo: ogni scena rappresenta un male specifico senza mai nominarlo, invitando il pubblico, attraverso il gioco, a una fruizione attiva, facendolo diventare in qualche modo abitante dell’assurdo condominio dove, tra le dipendenze che accomunano gli sconnessi la schiavitù dello schermo occupa uno spazio a sé. La rete, i social in particolare, è una sorta di rifugio che testimonia l’incapacità di essere responsabili delle proprie azioni. Tutti cercano di avere un posto nel mondo ignorandolo al tempo stesso e senza curarsi delle relazioni che intercorrono, perché incapaci di stabilire rapporti umani e pertanto condannati inesorabilmente alla superficialità.

Interessante la scelta dell’utilizzo della luce in platea e degli spazi oltre il palcoscenico.        

Volevamo ricreare delle atmosfere che richiamassero il cinema e abbiamo giocato con le luci e con la contaminazione degli spazi del teatro per ridurre la distanza dal pubblico. Lo spettacolo, infatti, inizia già nel foyer, dove gli spettatori vengono accolti dalle note di un suonatore di fisarmonica, che poi si rivelerà uno degli interpreti. Gli attori non si limitano al palco, ma rendono l’intera sala il luogo in cui inscenare la rappresentazione, portando anche nel pubblico quel disorientamento che guida la sceneggiatura.

Paola Belluscio

Paola Belluscio

Si laurea in Scienze della Comunicazione con indirizzo impresa e marketing nel novembre del 1998 presso l'Università La Sapienza di Roma; matura circa dodici anni di esperienza presso agenzie internazionali di advertising del Gruppo WPP - Young&Rubicam, Bates Italia, J.Walter Thompson - nel ruolo di Account dove gestisce campagne pubblicitarie per conto di clienti tra cui Pfizer, Johnson&Johnson, Europcar, Alitalia, Rai, Amnesty International e Ail. Dal 2010 è dipendente di Roma Capitale e attualmente presta servizio presso l'Ufficio di di Presidenza del Municipio Roma XIV dove si occupa di comunicazione istituzionale, attività redazionale sui canali social del Municipio e piani di comunicazione. Ama viaggiare e leggere.

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