Dio arriverà all’alba, omaggio alla poetessa Alda Merini di Antonio Nobili

“Accarezzami, amore, ma come il sole che tocca la dolce fronte della luna. Non venirmi a molestare anche tu con quelle sciocche ricerche sulle tracce del divino. Dio arriverà all’alba se io sarò tra le tue braccia”.

 

In queste parole l’essenza della rappresentazione di Alda Merini nello spettacolo, giunto con successo alla sua terza stagione, Dio arriverà all’alba, scritto e diretto dal poeta Antonio Nobili e prodotto da Teatrosenzatempo produzione spettacoli teatrali. Un testo poetico che evoca, rendendole omaggio, un personaggio entrato nella Storia del nostro Paese narrandone la quotidianità tormentata e folle, fonte inesauribile della sua produzione poetica.

La poetessa si racconta in tutte le sue sfaccettature; nella sua solitudine e malattia del periodo milanese, nelle vesti di moglie di un panettiere che ha forse amato troppo, nell’inquietudine di una madre che abbandona e di una figlia incompresa.

“Mi chiedo di che tempra il mio cuore sia fatto, quale il suo spessore. Mai lo hanno ferito le lame dello squallore, né mai mi hanno ucciso le punte acute del dolore, perché ancora m’emozionano le carezze di queste dita tra i petali di fiore”.

A fare da sfondo una scenografia caotica e popolare che è la piccola casa sui Navigli a Milano in cui vive volontariamente reclusa tra fogli sparsi e lattine, mozziconi di sigarette, appunti e numeri telefonici scritti con il rossetto e pile di libri, circondata da amici, dottori e dalla sua anima bambina che con la loro presenza scenica completano l’allestimento.
Valerio Villa incarna Paolo, penna acerba, curioso di comprendere i meccanismi della poesia contemporanea; Alessio Chiodini è il buffo Arnoldo Mondadori che si ribella alle convenzioni borghesi imposte dalla sua famiglia in nome dell’amore; Alberto Albertino è disinvolto nei panni del burbero Dottor Gandini; Virginia Menendez calata nel ruolo della timida Anna e Sharon Orlandini, l’anima di Alda rimasta bambina.

E poi c’è la protagonista, Antonella Petrone, che con la sua magistrale interpretazione della Merini, protetta da un corpo diventato sempre più ingombrante, incanta la platea ed emoziona per la naturalezza della sua immedesimazione totale con la poetessa e per l’eccezionale lavoro sul corpo attraverso la postura, la gestualità e il timbro della voce che rispecchiano profondamente anche la sua interiorità.

Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita”.

Una narrazione realistica ed emozionante della donna Alda Merini che Antonio Nobili ha rappresentato in modo straordinario nella sua stesura teatrale e delineandone tutte le sfumature in modo brillante di fronte ad un pubblico visibilmente catturato e commosso.

Prossime repliche:

  • Milano – Teatro Oscar 10 Gennaio 2021 (Doppia replica ore 15.00 e ore 18.00)
  • Terni – Teatro Secci 16 Gennaio 2021
  • Bologna – Teatro Dehon 11 e 12 Febbraio 2021
  • Massarosa (LU) – Teatro Vittoria Manzoni 10 e 11 Aprile 2021
  • Torino – Teatro Alfa 17 e 18 Aprile 2021
Paola Belluscio

Paola Belluscio

Si laurea in Scienze della Comunicazione con indirizzo impresa e marketing nel novembre del 1998 presso l'Università La Sapienza di Roma; matura circa dodici anni di esperienza presso agenzie internazionali di advertising del Gruppo WPP - Young&Rubicam, Bates Italia, J.Walter Thompson - nel ruolo di Account dove gestisce campagne pubblicitarie per conto di clienti tra cui Pfizer, Johnson&Johnson, Europcar, Alitalia, Rai, Amnesty International e Ail. Dal 2010 è dipendente di Roma Capitale e attualmente presta servizio presso l'Ufficio di di Presidenza del Municipio Roma XIV dove si occupa di comunicazione istituzionale, attività redazionale sui canali social del Municipio e piani di comunicazione. Ama viaggiare e leggere.

Commenta

clicca qui per inviare un commento