In Cilento il debutto di Dionysos, il rispetto delle alterità nella tragedia euripidea

 

Andato in scena sul pianoro di Ciolandrea nel comune cilentano di San Giovanni a Piro, anfiteatro all’aperto con panorama mozzafiato su Basilicata, Calabria e sull’isola siciliana di Stromboli, lo spettacolo, tratto dalle Baccanti di Euripide, è stato realizzato dall’Associazione Skenai Teatro del Comune di Buonabitacolo, con numerose collaborazioni e sostegni, dalla Regione Basilicata al Parco nazionale del Cilento ai Comuni di San Giovanni a Piro, Maratea e Padula.

immagine per Dionysos

La regia, coadiuvata da Ornella Bonomo, è di Giancarlo Guercio, mentre la direzione di scena e la consulenza musicale sono affidate a Giuseppe Di Stefano. A Sara Cammarosano si devono gli splendidi gioielli che valorizzano i costumi di scena. Giovanni Mariella ha costruito la scenografia assieme ad Ilenia Vertullo che ha dipinto i teli di scena.

Al termine dello spettacolo abbiamo incontrato Giancarlo Guercio, direttore artistico e regista per parlare di questo progetto culturale.

Ci sono tre elementi che definiscono il nostro impianto sul Dionysos: il primo è l’operazione scientifico-culturale che è stata fatta intorno al testo; il secondo è il progetto culturale che è stato messo in piedi e che è naturalmente diventato un progetto artistico; siamo riusciti nella sfida di reperire localmente, nonostante siamo in una realtà di provincia e dunque lontana dai circuiti della produzione, tutte le varie professionalità dello spettacolo, dagli attori ai tecnici: sono circa 40 i collaboratori che per un anno con me hanno lavorato con grande entusiasmo e senza sosta su questo progetto. Il terzo focus è l’aver scelto per il debutto questo luogo magico che è il Pianoro di Ciolandrea che ha contribuito ad offrire ai nostri spettatori un’atmosfera molto speciale.

Come avete lavorato per adattare il testo di questa grande opera classica e con quale obiettivo?

L’intenzione in termini più generali è stata quella di rendere più fruibile il testo classico allo spettatore odierno, di arrivare pertanto a comprendere alcuni temi fin nelle viscere per dipanarli e mostrarli per consentire allo spettatore di poterci “entrare” pienamente.  La scelta è stata quella di partire da un testo che innanzitutto fosse adatto per un laboratorio: prima di arrivare all’allestimento delle prove, infatti, abbiamo cominciato con un laboratorio teatrale alla “grotowskiana” maniera, improntato cioè sullo studio del corpo, sulla voce, sulle espressioni; un percorso che ha denudato gli attori della loro personalità, quella umana e sociale che vivono tutti i giorni, per arrivare a qualcosa di più puro; quando poi ci siamo resi conto che si era giunti a uno stadio di preparazione adeguata, abbiamo avviato la lavorazione del testo.
Questi due momenti di “meravigliosa follia” sono poi confluiti all’interno dell’allestimento che è cominciato intorno al mese di gennaio con il reperimento anche degli altri attori che hanno completato il cast, insieme agli allievi del laboratorio.

Altro aspetto da evidenziare nell’interpretazione del testo è stata la scelta di considerare la tradizione attraverso una metrica che ha definito alcuni cori delle Baccanti che recitano appunto secondo una metrica che giustifica una componente importante del teatro, che forse si è un po’, si è perduta, proprio perché il teatro è costruito sulle apicalità e l’uso della voce rappresenta un’apicalità importante dell’interpretazione: riuscire allora a renderla in maniera metrica equivale a creare dei cadenzati che producono degli ordinamenti interpretativi. Ci sono poi delle visioni che si spostano ad esempio in una parte più dark anche con musiche che volgono verso il rock, soprattutto per marcare quella che è un’entità, quella dionisiaca, che parte dalle viscere e che trova grandissimi rimandi anche per noi ultimi da Jim Morrison o grandi gruppi come i Muse o i Depeche Mode che in qualche modo sono stati considerati per l’elaborazione delle musiche e quindi per l’imbeccata interpretativa.

 Una scelta che crea una miscellanea di tradizione e modernità raffinata mi verrebbe da pensare.

Certamente; io vivo il teatro come una rivelazione e questa rivelazione è la semantica, la capacità di riuscire a cogliere il vero tratto autentico e identitario di un testo, di un concetto, di una parola. Grazie al processo semantico fenomenologico che si può operare sulla parola, diventa allora l’intenzione dell’autore per comprendere ciò che voleva esprimere. E allora l’interpretazione, l’allestimento, la nota musicale, il tono della voce devono necessariamente rispondere a quella semantica che è un obbligo sostanziale per un regista, un interprete, un allestimento.

Qual è la vostra chiave di lettura di questa tragedia: un’opera religiosa o un’invettiva antireligiosa?

L’elemento della ritualità all’interno delle Baccanti di Euripide è un elemento forte e predominante, tuttavia c’è un aspetto che colpisce in modo particolare, ovvero che 2500 anni fa Euripide abbia voluto elaborare una riflessione insieme ai cittadini ateniesi e quelli della Magna Grecia intorno a quelle che possono essere le già citate figure apicali, sia dei principi etici, sia di come questi stessi principi etici apicali potessero essere trasferiti all’interno del tessuto sociale. Euripide cita di frequente la questione delle leggi, dei riti e del dio, ponendo tre cardini principali intorno a cui una società sana deve potersi muovere: la divinità, la ritualità che lega l’umano al Divino e l’ordinamento civile che regola la città stato.

Riflessione interessante che sembra contenere richiami fortemente attuali.

Proprio così: Euripide ci ha voluto dimostrare che quando uno di questi elementi prevarica o è troppo debole rispetto agli altri si crea uno sfalsamento che produce inevitabilmente una catastrofe. E’ ciò che accade con un Penteo, un giovane principe che rifiuta l’altro, la diversità, osteggia il rispetto che può avere la sua civiltà nei confronti anche delle divinità e questo rifiuto diventerà la sua condanna perché Dioniso che è il Dio e quindi contrasta con la legge morale, irrompe dimostrando che il potente è lui. E’ una lettura bilaterale: da un lato ci fa capire che probabilmente la società deve essere in grado di rivolgersi verso le alterità, ovvero sono le diversità, sono i migranti, sono coloro che hanno un colore di pelle, un ideale o una religione diversi dal mio, quindi la capacità di confrontarsi e di accogliere; dall’altro lato ci trasmette anche un altro messaggio ovvero che se non ci sforziamo a dialogare, quella realtà un giorno potrebbe rivelarsi forte più forte di noi e prevalere proprio perché esiste e questo è un aspetto meraviglioso che noi abbiamo marcato tantissimo all’interno di questo allestimento perché già presente in modo preponderante all’interno del testo di Euripide e noi l’abbiamo valorizzato ancora di più. Dunque questi elementi apicali, presenti nella società di 2500 anni fa, sono un monito anche per noi oggi: l’opportunità da una parte di riflettere su quelle che sono le nostre peculiarità e le nostre autenticità che devono diventare il nostro punto di forza ed essere anche orgogliosi di vivere quello che agli occhi di una morale comune può apparire diversità; dall’altra la capacità di essere di essere dialoganti per individuare soluzioni come sintesi. Processo quest’ultimo che richiede ancora tanto sforzo proprio perché questa cultura di promuovere sintesi di processi è forse un vulnus della nostra società.

Prossime tappe di Dionysos?

Lo spettacolo avrà più tappe nel corso di agosto: dopo la splendida terrazza del Pianoro di Ciolandrea, Dionysos arricchirà il meraviglioso Parco Tarantini a Maratea il 22 agosto e la storica Certosa di San Lorenzo a Padula il 30 agosto.

Paola Belluscio

Paola Belluscio

Si laurea in Scienze della Comunicazione con indirizzo impresa e marketing nel novembre del 1998 presso l'Università La Sapienza di Roma; matura circa dodici anni di esperienza presso agenzie internazionali di advertising del Gruppo WPP - Young&Rubicam, Bates Italia, J.Walter Thompson - nel ruolo di Account dove gestisce campagne pubblicitarie per conto di clienti tra cui Pfizer, Johnson&Johnson, Europcar, Alitalia, Rai, Amnesty International e Ail. Dal 2010 è dipendente di Roma Capitale e attualmente presta servizio presso l'Ufficio di di Presidenza del Municipio Roma XIV dove si occupa di comunicazione istituzionale, attività redazionale sui canali social del Municipio e piani di comunicazione. Ama viaggiare e leggere.

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