Il seme della speranza, l’eco-fantasy di emiliano reali, metafora dell’odierna realtà

L’eclettico scrittore torna in libreria con Il seme della speranza, edito da Watson, che pur presentandosi come un romanzo che mantiene la freschezza e la suspence tipiche del genere fantasy, rivela un intreccio ben più profondo e si colloca come un testo contemporaneo che affronta con grande sensibilità e delicatezza tematiche a sfondo ambientale offrendo, anche ai lettori più adulti, diversi spunti di riflessione.

Un mondo complesso quello descritto dall’autore dove l’iniziale contrapposizione tra Il mondo degli spiriti e delle divinità e il Pianeta Terra, il primo imperniato di equilibrio e armonia e il secondo caratterizzato dall’egoismo e dall’irrazionalità dell’uomo, lascerà il posto alla nascita di un legame tra le due realtà, con gli effetti inattesi della loro interconnessione.

Lo scrittore, con uno stile pieno e tondo, compone i suoi personaggi senza trascurarne le debolezze per favorire l’immedesimazione da parte del lettore.

Tra i protagonisti spicca Spyria, divina generatrice di tutto l’Universo ma anche potenziale distruttrice, che scoprirà sul proprio volto una ruga inattesa, segno della perdita della propria immortalità. Sulla Terra infatti l’uomo, guidato ciecamente dall’avidità e da un irrefrenabile delirio di onnipotenza, sta causando danni irreparabili a cui la Natura, che non intende rimanere muta spettatrice, si ribellerà. Sarà compito dello spirito del sottobosco Eres, tra i ritratti il personaggio forse più riuscito, spedito in missione proprio sulla terra, salvare il mondo incantato.

Nel suo cammino incontrerà tuttavia non pochi ostacoli, tanto che la sua stessa natura pura e inossidabile tenderà a vacillare cedendo alla pigrizia, al fascino del potere e alla facilità dei lussi. Al suo fianco gli indivisibili e vivaci Quattro Spiriti che faranno l’impossibile per aiutarlo a compiere la sua missione quando anch’egli si troverà in difficoltà e il processo di distruzione dei mondi creati da Spirya sembrerà inarrestabile.

La tematica ambientale che percorre la trama del romanzo emerge in modo significativo nell’incontro tra Eres e la perfida Lussy, arricchitasi grazie alle molteplici atrocità compiute a danno degli altri e dell’ambiente. “Con il suo sporco denaro aveva comprato il silenzio dei testimoni, la compiacenza della legge, non c’era punto della Terra dove non fosse arrivata e non avesse lasciato quel marchio di desolazione”; a lei, però, tornerà di riflesso tutto il dolore causato, restando vittima della sua stessa crudeltà.

Ancora più esplicativo il richiamo ambientale nel passo rappresentato dalla conversazione con l’altrettanto spietato Kobra: “ «[…] Il petrolio serve a rendere la vita molto più facile alla gente. Oggi non saremmo potuti arrivare comodamente qui in macchina se la produzione di greggio fosse bloccata. Non stavi bene nella limousine?». Eres non rispose, si sentiva confuso: come poteva qualcosa fare il bene dell’uomo, ma rappresentare il male per la natura al tempo stesso? Questo era un dualismo a lui sconosciuto. Nel Mondo degli Spiriti e delle Divinità la differenza tra positivo e negativo era netta e inoppugnabile, evidente da non lasciare dubbi”.

Con queste parole, l’autore riesce a cogliere una delle motivazioni più recondite alla base della mancata salvaguardia ambientale: il debole confine tra l’innocua fruizione e l’abuso incontrollato di risorse. È indispensabile prenderne coscienza poiché, così come Spirya, anche la Terra rivela talvolta la propria incontenibile ira… d’altronde, “lei generò ogni cosa e lei è in grado di distruggere tutto”…

Molte sono le tematiche trattate, oltre a quella ambientale: dall’amicizia che accompagna i protagonisti che si affacciano all’età adulta, al dualismo tra l’amore creatore e quello distruttore, sino all’antica diatriba tra essenza e apparenza, la prostituzione femminile e la disumanizzazione dell’individuo visto come mero strumento per perseguire i propri fini.

Ciascuna fase della narrazione è, infatti, strettamente riconducibile ad un aspetto della vita umana, dettaglio che rende il romanzo edificante ed educativo. Scorrendo le pagine, l’impressione è quella di essere condotti in un turbinìo di emozioni che, seppur espresse da creature sovrannaturali, ricalcano in toto le pieghe più profonde dell’animo umano, colte con estrema capacità analitica ed abilità descrittiva.

Un’opera, quella di Reali, che già da titolo rende partecipi di un sentimento che, ancora di più nel complesso periodo storico che stiamo vivendo, non si abbandona mai: la speranza, quella che per gli antichi romani si identificava con la Dea Spes, ultimo approdo per l’essere umano, e che per lo scrittore, soprattutto nei momenti più bui, rappresenta un seme da coltivare.

Paola Belluscio

Paola Belluscio

Si laurea in Scienze della Comunicazione con indirizzo impresa e marketing nel novembre del 1998 presso l'Università La Sapienza di Roma; matura circa dodici anni di esperienza presso agenzie internazionali di advertising del Gruppo WPP - Young&Rubicam, Bates Italia, J.Walter Thompson - nel ruolo di Account dove gestisce campagne pubblicitarie per conto di clienti tra cui Pfizer, Johnson&Johnson, Europcar, Alitalia, Rai, Amnesty International e Ail. Dal 2010 è dipendente di Roma Capitale e attualmente presta servizio presso l'Ufficio di di Presidenza del Municipio Roma XIV dove si occupa di comunicazione istituzionale, attività redazionale sui canali social del Municipio e piani di comunicazione. Ama viaggiare e leggere.

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