La poesia che resiste #8. Omaggio a Emily Dickinson, la poetessa che scelse l’isolamento volontario

Ricorre quest’anno l’anniversario della scomparsa di Emily Dickinson, la sublime ed eccentrica poetessa, considerata tra i maggiori lirici del XIX secolo, che ha prodotto versi enigmatici e dallo stile unico e che, con la sua scelta di estraniarsi dal mondo, rappresenta un vero e proprio caso letterario.

immagine per emily dickinson

Nata nel 1830 nel Massachusetts da una famiglia in vista e colta della città, si oppose all’educazione cattolica che veniva insegnata presso il Collegio femminile di Mount Holyoke, manifestando uno spirito ribelle e anticonformista.

Decise di isolarsi all’età di venticinque anni, rinchiudendosi nella propria camera per perseguire uno stato di crescita spirituale, ricongiungendosi al suo io più profondo dove l’unica relazione fu quella con la poesia.

Rappresentativi sono alcuni suoi versi per cogliere appieno il concetto:

Ciascuno il suo difficile ideale
Deve raggiungere da sé
Con l’eroismo solitario
Di una vita silente

La scelta consapevole da parte di Emily Dickinson di viaggiare tutta la vita restando immobile costituisce, per noi che oggi affrontiamo una pandemia senza precedenti che ci costringe a casa, uno spunto di riflessione sul tema dell’isolamento.

Nel suo piccolo universo di reclusione infatti il suo genio non si fermò: la penna e i suoi versi diventarono suoi fedeli compagni perché Emily non aveva bisogno di uscire dalla sua stanza per sentirsi libera, perché si sentiva libera nel cuore:

Non è necessario essere una stanza
o una casa per essere stregata.
Il cervello ha corridoi
che vanno oltre gli spazi materiali.

Morì il 15 maggio del 1886 all’età di 56 anni e per sua volontà il corteo funebre passò per i campi da lei tanto amati. Il successo giunse postumo quando dal 1890 si diffusero le sue raccolte poetiche.

Chiusa tra le mura della sua stanza ad Amherst, Emily Dickinson ha saputo creare una poesia piena di vita, di natura, di amore, di mistero. I suoi componimenti, brevi e privi di punteggiatura, rima e metrica, fanno della sua produzione un esempio di lirica espressiva, moderna e trasgressiva.

Per rendere omaggio alla grande poetessa ecco alcune delle sue poesie più apprezzate.

Ho preso un sorso di vita

Ho preso un Sorso di Vita −
Vi dirò quanto l’ho pagato −
Precisamente un’esistenza −
Il prezzo di mercato, dicono.
M’hanno pesata, Granello per Granello −
Bilanciata Fibra con Fibra,
Poi m’han dato il valore del mio Essere −
Un solo Grammo di Cielo!

Se potrò impedire a un cuore di spezzarsi

Se potrò impedire a un Cuore di spezzarsi
Non avrò vissuto invano
Se potrò alleviare il Dolore di una Vita
O lenire una Pena
O aiutare un Pettirosso caduto
A rientrare nel suo nido
Non avrò vissuto invano.

Il pettirosso prova le sue ali

Il pettirosso prova le sue ali.
Non conosce la via,
ma si mette in viaggio verso una primavera
di cui ha udito parlare.

Non sapendo quando l’alba possa venire

Non sapendo quando l’alba possa venire
lascio aperta ogni porta,
che abbia ali come un uccello
oppure onde, come spiaggia.

Paola Belluscio

Paola Belluscio

Si laurea in Scienze della Comunicazione con indirizzo impresa e marketing nel novembre del 1998 presso l'Università La Sapienza di Roma; matura circa dodici anni di esperienza presso agenzie internazionali di advertising del Gruppo WPP - Young&Rubicam, Bates Italia, J.Walter Thompson - nel ruolo di Account dove gestisce campagne pubblicitarie per conto di clienti tra cui Pfizer, Johnson&Johnson, Europcar, Alitalia, Rai, Amnesty International e Ail. Dal 2010 è dipendente di Roma Capitale e attualmente presta servizio presso l'Ufficio di di Presidenza del Municipio Roma XIV dove si occupa di comunicazione istituzionale, attività redazionale sui canali social del Municipio e piani di comunicazione. Ama viaggiare e leggere.

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