Letteratura Inaspettata #40. Cicero: guida illustrata alle figure retoriche di Lucia Biancalana


Edita da Pièdimosca Edizioni, il cui nome deriva da un antico segno tipografico che marca la divisione di un testo in capitoli, capoversi o paragrafi, e scandendo pause e interruzioni indica andatura e tempo del testo, questa guida è un viaggio illustrato alla scoperta delle figure retoriche in compagnia di Cicero, personaggio divertente e talvolta maldestro riproduttore mimico di quanto si scrive che del noto retore conserva solo il nome di guida.

“Sono tante, sono complesse, alcune cambiano nome da un’epoca all’altra, altre operano addirittura in più modi contemporaneamente. Si chiamano in modo complicato, come epanadiplosi o paronomasia, e si somigliano tra loro (attenzione a non confondere sineddoche con metonimia, e antitesi con antifrasi). Hanno una personalità eccentrica e straniante ma, anche se si presentano come una deviazione dalle regole grammaticali, agiscono sempre secondo strutture ben precise”, scrive Lucia Biancalana nell’introduzione alla Guida illustrata alle figure retoriche che ha scritto e disegnato.

E così, per rappresentare l’anafora lo vedremo con tre teste, l’epifora con tre gambe, la simploche con tre teste e tre gambe.  O ancora, eccolo di seguito, nell’intento di spiegare la figura retorica dell’epanalèssi, dando maggiore enfasi ad una parte del suo busto nell’attimo in cui si scatta una foto da solo.

Sono numerosi gli esempi riportati in cui cantanti, attori, scrittori e poeti, hanno fatto uso di figure retoriche per esprimere uno stato d’animo, un’emozione, un pensiero. Ciò testimonia che stilemi di tal genere fanno così parte del comune sentire che spesso ciò che sembra corrispondere alla comune grammatica in realtà non lo è.

Le comuni parole della canzone Pensiero Stupendo, ad esempio, contengono la figura retorica della reticenza, intervenuta per sottrazione e sostituzione, come da simboli posizionati sui puntini sospensivi: “si potrebbe trattare di bisogno d’amore, meglio non dire…

Le immagini di cui si serve Biancalana sono degli strumenti per spiegare con disegni il significato o il senso delle figure retoriche. Immagini che non si limitano alle sole pose di Cicero, ma includono anche riproduzioni di noti quadri o fotografie che, nel loro significato sostanziale, evocano una figura retorica o il modo in cui essa opera.

Proprio come accade in 100 Cans di Andy Warhol diventa il mezzo per comprendere cosa si intende per duplicazione in campo retorico.

La guida segue uno schema di classificazione delle figure retoriche, operato mediante l’uso di simboli, di cui il lettore viene edotto prima di dare inizio all’elenco, che si ripete proprio allo scopo di favorirne l’apprendimento: si inizia con la sintassi e la morfologia della figura retorica per proseguire con una definizione sempre sintetica e chiara, per poi concludere con le “pose” di Cicero, le immagini e gli esempi che sono di supporto esplicativo alla definizione data.

Ogni modalità di intervento della figura retorica – per addizione, sottrazione, spostamento o sostituzione – sia essa di suono, di parola o di pensiero, infatti, è contraddistinta da un simbolo che si ritroverà sugli esempi che si susseguono nel testo al fine di comprendere appunto in che modo lo scrivente del caso ne abbia dato applicazione.

La guida si conclude con un indice alfabetico delle figure retoriche trattate, scelta che rende utile una ricerca singola da parte di chi è interessato ad una in particolare.

Gli esempi utilizzati sono di grande rilievo: dalla poesia lirica per eccellenza di Dante a quella latina catulliana o novecentesca di Montale, dai film classici della storia del cinema (quale ad esempio Forrest Gump) alle canzoni del passato (si pensi a De André) e moderne (come Jovanotti), dai rinomati quadri di Picasso all’arte moderna warholiana. Tutti esempi che comunicano al lettore ciò che l’autrice manifesta fin dalle prime pagine della guida: tutto ciò che ci circonda è decorato di figure retoriche.

L’innovatività con cui si mette a disposizione una conoscenza rappresenta indubbiamente il punto di forza del manuale che, a cominciare dall’originale formato che si distingue da un volume tradizionale già per il senso in cui va sfogliato, risulta agevole alla lettura, chiaro e piacevole.

Paola Belluscio

Paola Belluscio

Si laurea in Scienze della Comunicazione con indirizzo impresa e marketing nel novembre del 1998 presso l'Università La Sapienza di Roma; matura circa dodici anni di esperienza presso agenzie internazionali di advertising del Gruppo WPP - Young&Rubicam, Bates Italia, J.Walter Thompson - nel ruolo di Account dove gestisce campagne pubblicitarie per conto di clienti tra cui Pfizer, Johnson&Johnson, Europcar, Alitalia, Rai, Amnesty International e Ail. Dal 2010 è dipendente di Roma Capitale e attualmente presta servizio presso l'Ufficio di di Presidenza del Municipio Roma XIV dove si occupa di comunicazione istituzionale, attività redazionale sui canali social del Municipio e piani di comunicazione. Ama viaggiare e leggere.

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