Letteratura inaspettata #45. Borgo sud, il ritorno dell’arminuta di Donatella Di Pietrantonio

immagine per Donatella Di Pietrantonio borgo sud copertinaDa ragazzine eravamo inseparabili, poi avevamo imparato a perderci. Lei era capace di lasciarmi senza notizie per mesi, ma mai così a lungo. Sembrava ubbidire a un istinto nomade, quando un posto non conveniva più, lo abbandonava. Nostra madre glielo diceva, ogni tanto: tu sei una zingara. Anch’io poi lo sono stata, in un altro modo.
Due sorelle adulte, diverse per carattere, studi, frequentazioni che sperimentano un legame fortissimo dovuto anche all’“eredità di parole non dette, gesti omessi, cure negate”. In Borgo Sud, edito da Einaudi, Donatella Di Pietrantonio ridà voce all’Arminuta, protagonista del suo precedente romanzo e la immagina adulta, ancora alle prese con la sorella Adriana, irruente come un uragano, che entra nella sua vita e la stravolge.

Non immaginavo la rivoluzione che stava per cominciare, se l’avessi prevista li avrei forse lasciati fuori. Adriana si credeva un angelo con la spada, ma era un angelo sbadato e feriva anche per sbaglio. Se non fosse arrivata, chissà, tutto il resto non sarebbe accaduto.

In questa narrazione, i flash back e i salti temporali sono tanti, forse per rendere meglio il senza tempo che è proprio di quei rapporti tra fratelli e sorelle che sono così viscerali:

Non passava nessuno per strada, né a piedi né in auto, le persiane erano chiuse, i furgoncini del pesce accostati ai marciapiedi. Sembrava un luogo separato, dove il tempo scorreva più lento e valevano altre regole. Un confine invisibile lo isolava da Pescara tutta intorno.

E le due sorelle si ritrovano rotte dentro, per quei loro amori storti, per i lutti che sono costrette ad attraversare, con la paura di perdersi per sempre. Hanno una forza primitiva insieme, come se fossero un’unica anima in due corpi diversi. E l’Arminuta si ritrova ancora una volta a prendersi cura di Adriana, a sperare che finalmente abbia un attimo di tregua: 

Quanto a me, aspetto senza fretta il ritorno a Grenoble. Mi manca l’aria di fondovalle e l’umido dei due fiumi, persino le polveri sottili. Mi manca la vista sulle montagne dalle vie della città. So cosa chiedere, non a chi. È limpido e deserto il cielo di novembre. Solo le leggi eterne che governano il moto delle stelle e i cicli delle stagioni sulla Terra porteranno la fortuna per Vincenzo, forse un po’ di pace a mia sorella. È questa l’unica preghiera.

Di Pietrantonio ha creato personaggi indimenticabili con Arminuta, e ritrovarli di nuovo è un dono prezioso e immancabile; la sua prosa incanta e la sua capacità di investigare l’animo umano con empatia e schiettezza la rende capace di raccontare di umanità diverse, di comunità e di linguaggi che non passano, attraverso le parole, esplorando dolore, lutto e paura con la lucidità e il talento di una scrittrice rodata e talentuosa che si conferma una delle principali voci della narrativa italiana.

Dalla sua penna, limpida e semplice, si percepisce come per lei la scrittura sia qualcosa d’istintivo, naturale e necessario. La prosa della Di Pietrantonio è un tributo alla sua terra, specie nelle espressioni dialettali di alcuni personaggi, il padre, Adriana, gli abitanti di Borgo Sud, ma anche nel pensiero magico, nei richiami alle superstizioni e alle maledizioni. 

“Non eravamo più bambine, i segreti reciproci erano cresciuti con noi.”    

Con la stessa maestria del precedente romanzo, anche in Borgo Sud l’autrice evoca immagini potenti, tratteggiandole rapidamente con un linguaggio essenziale, come scatti fotografici che appaiono d’improvviso nella mente del lettore.

Tutto il romanzo è percorso da una tensione emotiva che si dissolve solo alla conclusione: la scrittrice non manca di ricordare al lettore il presagio drammatico che aleggia sulla vita delle protagoniste. 

Paola Belluscio

Paola Belluscio

Si laurea in Scienze della Comunicazione con indirizzo impresa e marketing nel novembre del 1998 presso l'Università La Sapienza di Roma; matura circa dodici anni di esperienza presso agenzie internazionali di advertising del Gruppo WPP - Young&Rubicam, Bates Italia, J.Walter Thompson - nel ruolo di Account dove gestisce campagne pubblicitarie per conto di clienti tra cui Pfizer, Johnson&Johnson, Europcar, Alitalia, Rai, Amnesty International e Ail. Dal 2010 è dipendente di Roma Capitale e attualmente presta servizio presso l'Ufficio di di Presidenza del Municipio Roma XIV dove si occupa di comunicazione istituzionale, attività redazionale sui canali social del Municipio e piani di comunicazione. Ama viaggiare e leggere.

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