Letteratura Inaspettata #53. L’ultima nota del tuo addio, omaggio alla memoria di Luis Sepúlveda

È passato un anno dalla scomparsa di Luis Sepúlveda a causa del Covid, vogliamo dirgli grazie Per aver scelto la letteratura per dar voce a chi non ha voce.

“Oggi la parola ha un grande peso specifico, permette di dare voce a un’epoca, con tutte le contraddizioni che questa si porta con sé. Nel momento che viviamo, non può che parlare delle guerre e dei drammi che bussano alle porte dell’Europa”.
Luis Sepúlveda

Scrittore, giornalista, sceneggiatore, regista, attivista cileno naturalizzato francese, Luis Sepúlveda nasce in Cile ma lascia il suo paese dopo una lunga attività politica che si conclude con l’incarcerazione del generale Augusto Pinochet. Viaggia in America Latina e poi in tutto il mondo anche al seguito degli equipaggi di Greenpeace.

Le sue esperienze, sebbene raccontate in maniera astratta, raramente fa riferimento a se stesso come protagonista, sono il punto di partenza di ogni sua narrazione, costantemente intrisa di lotta per un mondo migliore e difesa dell’ambiente. Grazie, dunque, per averci messo di fronte alle grandezze e miserie della storia del Novecento. Per tutti i sogni che ci ha regalato, per la coerenza, la correttezza, l’esempio. Per averci commosso, divertito, fatto riflettere.
immagine per L’ultima nota del tuo addio, omaggio alla memoria di Luis Sepúlveda

Vogliamo ricordarlo con una poesia che egli dedicò alla moglie Carmen Yanez, poetessa cilena, in esilio dopo il crollo del regime di Pinochet. “La màs bella historia de amor”, “La più bella storia d’amore “, tratta dalla raccolta “Poesie senza patria”, edita da Guanda (2003), racconta del grande amore che li ha sempre uniti anche nella complessità della loro sorte avversa.

L’ultima nota del tuo addio
mi disse che non sapevo nulla
e che attivano
al tempo necessario
di imparare i perché della materia.
Così, fra pietra e pietra
seppi che sommare è unire
e  che sottrarre ci lascia
soli e vuoti.
Che i dolori riflettono
l’ingenua volontà dell’occhio.
Che i solfeggi e i sol
raddoppiano la fame dell’orecchio
che è la strada e la polvere
la ragione dei passi.
Che la via più breve
Fra due punti
è il giro che li unisce
In un abbraccio sorpreso.
Che due più due
può essere un pezzo di Vivaldi.
Che i geni gentili
stanno nelle bottiglie di buon vino.
Una volta imparato tutto questo
tornai a disfare l’eco del tuo addio
e al suo posto palpitante scrissi
La Più Bella Storia d’Amore
ma, come dice l’adagio,
non si finisce mai
d’imparar e aver dubbi.
Così, ancora una volta
facilmente come nasce una rosa
o si morde la coda una stella cadente,
seppi che la mia opera era scritta
perché la Più Bella Storia d’Amore
è possibile solo
nella serena e inquietante
calligrafia dei tuoi occhi.

Paola Belluscio

Paola Belluscio

Si laurea in Scienze della Comunicazione con indirizzo impresa e marketing nel novembre del 1998 presso l'Università La Sapienza di Roma; matura circa dodici anni di esperienza presso agenzie internazionali di advertising del Gruppo WPP - Young&Rubicam, Bates Italia, J.Walter Thompson - nel ruolo di Account dove gestisce campagne pubblicitarie per conto di clienti tra cui Pfizer, Johnson&Johnson, Europcar, Alitalia, Rai, Amnesty International e Ail. Dal 2010 è dipendente di Roma Capitale e attualmente presta servizio presso l'Ufficio di di Presidenza del Municipio Roma XIV dove si occupa di comunicazione istituzionale, attività redazionale sui canali social del Municipio e piani di comunicazione. Ama viaggiare e leggere.

commenta

clicca qui per inviare un commento