Al centro del nuovo romanzo di J.C. Casalini, Hypnos (dei Merangoli Editrice), c’è un simulatore del mondo virtuale, una sorta di social network, in cui le persone vivono in una realtà completamente onirica.
“Tutto era iniziato con l’introduzione delle prime workstation collegate a un casco ergonomico capace di condividere il pensiero: un brevetto della Mind‐FIN, una start up californiana, che sfrutta la decodifica degli impulsi nelle fibre nervose provenienti dalla corteccia cerebrale”.
Grazie a questo brevetto gli scienziati sono riusciti a intercettare i sogni. Ciò è stato reso possibile grazie ad una particolare strumentazione, un casco morbido, iPsycho, poi evoluto nella versione wireless, che si adatta perfettamente alla testa, meglio se rasata.
Sin dai primi esperimenti è stato possibile sintonizzare “le vibrazioni quantiche presenti nei microtubuli neuronali durante la fase REM”. In poche parole, è stato possibile entrare nei sogni delle persone. Questo ovviamente non significa solo osservare, ma anche e soprattutto controllare e condizionare.
Quando il lettore entra nel romanzo, ad un primo approccio, esso può sembrare eccentrico e irreale, ma man mano che ci si addentra, grazie alla narrazione del suo protagonista Adam, coglie le sfumature di un mondo che poi non è molto distante da quello in cui siamo immersi oggi.
Sullo sfondo è possibile leggere una chiara denuncia verso quei giochi di potere, economici, politici e finanziari, che condizionano il vivere quotidiano di milioni di cittadini inconsapevoli.
Adam, presa coscienza di un processo che sostanzialmente danneggia l’umanità, decide di intraprendere la strada della ribellione, ma la conclusione ha i toni dell’amaro: “Le nostre esistenze sono miseramente manipolabili e sacrificabili. Il denaro domina il mondo, il debito le nostre vite. Ci sono guerre, pandemie, delitti e attentati ovunque. Nell’indignazione le masse ascoltano i proclami rabbiosi della politica al servizio dei potenti e affidano la propria libertà al carnefice di turno sentendolo parlare come un ribelle”.
Con questo romanzo distopico, Casalini ci permette di riflettere sulla nostra realtà, su ciò che desideriamo e su come fare per ottenerlo, sempre che i sogni siano veramente i nostri e non un artificio costruito ad arte.
Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.







