Nel romanzo Il respiro delle Stelle (Blueberry Edizioni) di Mary Rood si racconta la storia di Marie, una ragazza di sedici anni che vive in un piccolo paese vicino ad Arles, in Provenza; la giovane protagonista ha il sogno di diventare una pittrice ma il periodo storico in cui vive – siamo alla fine dell’Ottocento – le impedisce di essere libera di perseguire i propri desideri.
L’unica soluzione possibile è travestirsi da ragazzo: Marie quindi indossa abiti maschili, nasconde i lunghi capelli sotto un berretto e si fa chiamare Aram – «Volevo restare al sicuro nei miei panni maschili. Non c’era posto per le donne sognatrici».
La ragazza ha sviluppato una forte indipendenza anche grazie ai racconti con cui l’ha cresciuta sua nonna, che per prima le ha parlato di Artemisia Gentileschi, una pittrice vissuta trecento anni prima di lei che aveva dimostrato un indomito coraggio nel ribellarsi ai vincoli imposti alle donne; Marie vuole combattere per il suo sogno, e fa tesoro degli aneddoti della nonna – «Lei che parlava di chi non veniva capito, di chi non veniva ascoltato, che narrava di ingiustizie, di viaggi, di perdite, ma anche di conquiste, di donne e uomini coraggiosi che avevano sfidato le convenzioni».
E ben presto la protagonista incontra un altro essere ribelle, che si è sempre assunto molti rischi pur di perseguire la sua arte: è Vincent van Gogh, che nel 1888 si trovava ad Arles per dipingere i paesaggi provenzali; questa emozionante opera è liberamente ispirata alla vita del grande artista olandese, che si intreccia, nell’immaginazione dell’autrice, con l’esistenza di Marie, influenzandola profondamente.
È proprio il pittore, infatti, a metterle in testa il pallino del colore ocra, creatore delle calde atmosfere tipiche della Provenza; grazie a questa ossessione Marie intraprende un viaggio nella zona di Roussillon, per procurarsi il tanto desiderato pigmento: è l’inizio di un percorso di cambiamento per la ragazza, che scopre un segreto del suo passato e comincia a percorrere quel sentiero che farà di lei la donna e l’artista che ha sempre desiderato essere.
Mary Rood ci racconta infatti una storia di formazione in cui Marie impara ad accettare il suo corpo, a liberarsi dagli abiti maschili e ad esplorare la sua femminilità; allo stesso tempo, grazie a Vincent, sviluppa la sua sensibilità artistica, mentre purtroppo vede il pittore avvizzire sempre di più, fino al suo noto decadimento fisico e psicologico. Egli, però, sarà sempre con lei, nei colori caldi della terra e in quelli, profondi e sinceri, delle notti stellate.
Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.








Una risposta
Grazie Antonella Mary Rood