Nel romanzo di fantascienza umoristica Tricolore sulla galassia (Metilene edizioni) di Stefano Tonietto – primo volume della serie dal titolo stravagante Ciclo della Propulsione a Pasta – veniamo trasportati in un universo bizzarro ed esuberante, e allo stesso tempo sorprendentemente vicino alla nostra realtà.

Ambientata nel Quarantaduesimo secolo, l’opera si distingue per un approccio disinvolto in cui si mescola ironia dissacrante, vocazione parodistica e una sottile ma puntuale critica sociale, in un continuo gioco di specchi tra il futuro immaginato dall’autore e le storture del nostro presente.
L’ambientazione principale è l’incrociatore stellare Sant’Antonio di Padova, un’astronave lunga 218 chilometri e ripartita in 65 livelli; ciascun livello riflette una specifica identità linguistica e culturale, riproducendo – esasperandole – le divisioni e le contraddizioni della nostra realtà.
Nonostante il progresso tecnologico e la conquista dello spazio, infatti, l’umanità rimane ingarbugliata nei soliti vizi: classismo, discriminazioni, pregiudizi e rapporti di potere iniqui; è proprio su questo aspetto che la vena satirica di Tonietto colpisce con più efficacia ricordandoci, tramite il suo racconto, quante cose dovremmo già cambiare oggigiorno per evolvere in positivo come razza, e per non rischiare di trovarci con gli stessi problemi nel futuro.
Tra i tanti personaggi che incontriamo in questo primo volume – che serve per lo più all’autore per introdurre il lettore al suo complesso e variopinto mondo, presentando i protagonisti dei prossimi libri e spiegano le regole e le consuetudini della realtà da lui immaginata – uno spazio importante lo rivestono gli italiani, come già si può intuire dal titolo: la razza italica è spesso tratteggiata in chiave caricaturale, senza risparmiarsi in battute fulminanti e impietose; sembra comunque che gli italiani siano stati capaci di grandi imprese nonostante tutto, e penso che se ne saprà di più nei successivi volumi.
Tricolore sulla galassia è un debutto che colpisce per inventiva e ritmo: un viaggio intergalattico che diverte e che fa riflettere, alternando leggerezza e profondità; Stefano Tonietto costruisce con grande dovizia di particolari un mondo lontano nel tempo e, per fare in modo che lo si possa approcciare con semplicità, ci regala alla fine del testo un Glossario che informa e allo stesso tempo provoca molte risate.
Scopriamo, ad esempio, che il termine “balzo”, con il quale si intende il passaggio nell’iperspazio che consente i viaggi interstellari, è un’invenzione attribuita al leggendario Sant’Isacco Asimov, o che la “Propulsione a getto di Pasta” è la tecnologia nata e inizialmente sviluppata sul pianeta Terra che ha permesso i primi viaggi interstellari, ma solo dopo la realizzazione del “Motore a Pizza”.
Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.







