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Indipendentemente #185. Io Gabriella Ferri. Una storia italiana di Elena Bonelli. Ricordando una grande artista.

di Antonella Quaglia

L’opera di narrativa biografica Io Gabriella Ferri. Una storia italiana di Elena Bonelli (Arcana Edizioni) ci accompagna in un viaggio alla scoperta di un’artista che, a ventun anni dalla sua morte, andrebbe maggiormente ricordata per essere stata l’anima di Roma e l’emblema della canzone popolare romana.

immagine per copertina di Io Gabriella Ferri. Una storia italiana di Elena Bonelli
Io Gabriella Ferri. Una storia italiana, di Elena Bonelli

Gabriella Ferri colpisce profondamente per la sua voce potente e roca, capace di esprimere tanto la drammaticità quanto l’ironia graffiante della canzone romana.

Nata e cresciuta nel quartiere popolare per eccellenza, Testaccio, Gabriella respirò arte sin da bambina e fu influenzata da una mescolanza di suoni e colori, odori e sapori così come di grida, insofferenze e contraddizioni tipiche di quel luogo multiculturale.

Nell’opera, narrata dalla Ferri in prima persona, l’artista ricorda ad esempio le fontane in cui le donne si recavano a lavare i panni, intrattenendosi l’una con l’altra cantando gli stornelli romani.

Quelle canzoni, quel modo di vivere e quella libertà di essere autentici formarono Gabriella nel profondo, e la instradarono sul sentiero della canzone popolare romana e del dialetto da cui non si è mai discostata, convinta che la sua arte dovesse essere un’emanazione della verità che aveva nel cuore e dei sentimenti che la animavano.

«Non ho mai adottato una canzone che non sentissi mia. Per me è sempre stato tutto o niente, bianco o nero. Posso sembrare aggressiva, esagerata o presuntuosa, ma è così che sono, senza mezze misure.

La mia linea l’ho sempre seguita senza chiedere pietà o la grazia a nessuno. Sono senza filtri, diretta, schietta, sfrontata e accorata. Sono autentica. Quando canto una canzone, se il giorno dopo la ripeto, la faccio diversa perché canto come mi sento in quel momento».

Ciò che più colpisce, leggendo questo testo, è proprio la spontaneità di questa cantante: Gabriella Ferri non si costruì mai un personaggio ma è stata semplicemente sé stessa, nell’arte come nella vita, amando esageratamente e soffrendo esageratamente, vivendo tutto con quella passione struggente che proveniva dal suo retaggio.

Elena Bonelli ha compiuto una scelta ardita ma azzeccata nel far parlare direttamente l’artista dalla sua prospettiva: una figura così autentica non doveva avere intermediari ma avere la libertà di esprimersi come avrebbe fatto se fosse stata ancora viva; l’autrice ha voluto offrirle la possibilità di dire la sua, ora che la musica è finita e ora che il ricordo, complici gli anni trascorsi, si sta purtroppo sbiadendo.

Io Gabriella Ferri. Una storia italiana è un modo per ricordare chi fu Gabriella Ferri, quali meriti ebbe nel contesto musicale italiano e quale prezioso patrimonio ha tramandato alle generazioni successive.

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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