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IndipendenteMente #133. Prospettiva Quadraro (Qual è la libertà?). Un racconto di Ilaria Rossi.

di Antonella Quaglia

immagine per prospettiva quadraroNell’opera Prospettiva Quadraro (Qual è la libertà?) di Ilaria Rossi, Edizioni Setteponti si trasmette l’importante testimonianza di chi ha vissuto un episodio molto duro della Storia italiana, da cui ne è uscito profondamente cambiato.

L’autrice racconta ai suoi lettori del rastrellamento, a opera delle truppe nazifasciste, dei partigiani rifugiati nel quartiere romano del Quadraro, chiamato “Nido di vespe” dai nemici perché era diventato uno dei baluardi della resistenza, e faro di speranza per chi credeva ancora nella libertà.

Ilaria Rossi ha raccolto le memorie di una persona molto vicina a lei e ne ha tratto un racconto lungo in cui i protagonisti sono un nonno, Francesco, e la nipote adolescente Laura.

La vicenda è ambientata nel nostro presente, e in essa vi sono quindi richiami al difficile periodo post epidemia di Covid19.

«Dopo la pandemia, la gente cammina ancora un po’ intorpidita, è sopravvissuta ai bollettini giornalieri dei morti e ai diversi isolamenti, il colore dell’asfalto illumina intorno a sé i riflessi di una miniera d’oro; ora, è lui che fa da padrone, sulle ampie strade in cui ritma pigramente nostalgico l’andamento delle poche persone che finalmente possono stare all’aperto. Sembra ancora tutto surreale».

È Francesco a riflettere sulla situazione in cui versa l’Italia ma è soprattutto Laura ad averne pagato le conseguenze: la ragazza, appena diciassettenne, ha sofferto di ansia durante la quarantena e ora che ne è uscita si sente defraudata della sua libertà, e guarda al futuro con angoscia.

Un giorno, mentre nonno e nipote trascorrono del tempo insieme, Francesco comincia a raccontare di quando aveva solo nove anni, ed era tempo di guerra: in particolare narra del 17 aprile 1944, quando il Quadraro, il quartiere in cui viveva, fu messo sotto assedio e un migliaio di persone furono catturate, e tra esse vi era anche suo padre.

Francesco ricorda il dolore per il distacco, la disperazione di non sapere quale sarebbe stato il destino del genitore e la rabbia per aver perso definitivamente la propria innocenza.

Laura e Francesco si riconoscono in quei sentimenti, sebbene abbiano affrontato due situazioni completamente diverse, e nel loro comprendersi e accettarsi si avvicinano a una sorta di guarigione.

L’anziano riesce finalmente a parlare del suo trauma dopo più di cinquant’anni di silenzio, e a venirne a patti, mentre la giovane riesce a guardare al futuro con più speranza, perché ora sa che ha i mezzi e le possibilità di conquistare la propria libertà.

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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