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Indipendentemente #200. La Gang delle tre B. La nuova opera di Massimo Lugli

di Antonella Quaglia

Ogni città produce i propri miti oscuri: bande rivali, rapine spettacolari, figure che diventano leggenda nel racconto della cronaca; La Gang delle tre B. Il romanzo della Banda dei marsigliesi (Newton Compton editori) di Massimo Lugli è proprio l’esempio ideale di come un fatto criminale possa trasformarsi in una storia che supera i confini della semplice notizia giornalistica, per diventare parte integrante dell’immaginario urbano.

Indipendentemente #200. La Gang delle tre B. La nuova opera di Massimo Lugli
immagine per La Gang delle tre B, di Massimo Lugli

La Banda dei marsigliesi è il prodotto di un’epoca, di una città e di un sistema di relazioni che coinvolge criminali, polizia, giornalisti e opinione pubblica; per quanto brutale e spregiudicata, questa organizzazione si regge su un equilibrio delicato: la sua esistenza dipende infatti da una rete di fiducia instabile, che può incrinarsi in qualsiasi momento.

In una tensione palpabile tra marsigliesi e malavita romana, emerge la storia di due fratelli – il ventiseienne Aldo, detto Paperino, e il diciassettenne Gianni, detto Topolino – piccoli delinquenti che si troveranno invischiati in un gioco più grande di loro.

Paperino cerca di costruire una posizione salda in un mondo competitivo e spietato; scaltro ladro di automobili, è da sempre molto protettivo con Topolino, una testa calda che vuole emulare tutte le gesta del suo fratello maggiore.

Quando Paperino viene reclutato dai marsigliesi per un colpo molto ambizioso, la sua prima preoccupazione non è tanto la sua incolumità – avere a che fare con quella banda è infatti estremamente rischioso – quanto la sicurezza del fratellino, che deve tenere lontano il più possibile dai crudeli marsigliesi.

Paperino, però, capirà a sue spese quanto è difficile controllare il destino, specialmente quando ci si avvicina pericolosamente all’oscurità. Molti dei personaggi di questo avvincente romanzo sembrano scivolare progressivamente verso attività sempre più azzardate, senza averne pienamente previsto le conseguenze; ogni decisione apre la strada a nuove complicazioni, e spesso la spirale discendente che si imbocca conduce verso la distruzione.

Massimo Lugli è estremamente abile nei dialoghi – spesso contraddistinti dalla colorita parlata romanesca – ed è altrettanto capace di avvolgere la vicenda in un’atmosfera opprimente e ricca di tensione emotiva.

La Gang delle tre B. Il romanzo della Banda dei marsigliesi è un’opera intrattenente e adrenalinica ma ha anche il pregio di riflettere lucidamente sulla fragilità delle ambizioni umane, e sulla difficoltà di controllare le conseguenze delle proprie scelte.

Il mondo criminale è trattato senza giudizi o moralismi, mostrandoci anche il lato umano di chi si è perduto, di chi ha venduto l’anima al diavolo per avere successo e potere, rendendosi improvvisamente conto che il tempo della riscossione è ormai giunto.

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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