La regina di Tebe (Marlin Editore) di Annamaria Zizza è un romanzo storico ambientato in Egitto, e in particolare nell’allora capitale Tebe, nel 1323 a.C., in un momento di forte crisi per l’Impero egizio, in quanto il faraone Tutankhamon è da poco deceduto giovanissimo e senza lasciare eredi; la vedova reale, la bellissima regina Ankhesenamon, dovrà sposare l’anziano visir Ay, il legittimo successore al trono, ma non è per niente d’accordo e cerca di trovare una soluzione alternativa.
Il lettore osserva le conseguenze di questa crisi dinastica attraverso lo sguardo del medico e scriba babilonese Menthuotep, il quale narra in prima persona la vicenda nel momento in cui la morte del faraone, un tempo suo amato alunno, e le intemperanze della regina rischiano di minare la stabilità dell’Egitto.
Menthuotep era già stato al fianco di altri faraoni, e aveva vissuto da vicino il momento in cui Akenathon aveva decretato la fine degli antichi dei e proclamato il culto del dio Aton, creando scompiglio nell’Impero e ora si trova a gestire Ankhesenamon e la sua impavida decisione di chiedere al re di un popolo nemico, Suppiluliuma, di sposare uno dei suoi figli:
«Quello che accadde dopo è doloroso raccontarlo, ma lo devo a chi mi leggerà perché il dovere dello scriba è diffondere la verità, come ci ha insegnato Thot. E non permettere che la menzogna alligni nel mondo e sparga il suo veleno bestiale tra gli uomini. Io posso raccontare la verità perché ho assistito a quegli eventi e ne sono stato testimone. Perché questo è il mestiere dello scriba».
L’opera di Annamaria Zizza esplora i retroscena e le conseguenze della scelta della regina: tanti sono gli interessi in gioco, perché non si tratta solo di creare un pericoloso legame col re degli ittiti, che da sempre si scontravano sul campo contro gli egizi per annettere terre sotto il loro dominio, ma anche di gestire le rimostranze interne da parte di alcuni elementi della corte e della popolazione, totalmente sfavorevoli a questa sorta di matrimonio di interesse.
Sarà proprio lo scriba babilonese a partire alla volta di Hatti per parlare con Suppiluliuma e per garantire sulla buona fede della regina: l’autrice ci racconta del suo viaggio, descrivendoci i differenti usi e costumi dei popoli egizio e ittita, e facendoci immergere in una storia di inganni, ambizioni e vendette, dove trovano anche spazio l’amore e la magia e in cui si compie un lavoro egregio nella caratterizzazione dei complessi e sfaccettati personaggi.
Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.







