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Indipendentemente #111. Una mattina qualunque di Giovanni Gazzanni. Il bisogno di essere ascoltati.

di Antonella Quaglia

«Con Antonio da diverso tempo è costretto a vivere le giornate sempre alla stessa maniera, tra piccole manie e grandi scontri. Con lei era lo stesso. Giornate all’apparenza sempre uguali. Lui si sforzava di tirarla su, vederla sorridere, stimolarla ad alzarsi dal letto. Ma poi si finiva in lacrime, nessuna soluzione all’orizzonte. Nei primi periodi era difficile identificare persino la causa di quei momenti, inizialmente sporadici. Poi è diventata la quotidianità. Di entrambi».
Michele, uno dei protagonisti del romanzo Una mattina qualunque (Avagliano Editore) di Giovanni Gazzanni, racconta la sua esperienza vicino a due persone affette da malattie diverse ma egualmente invalidanti: la depressione e l’Alzheimer.

immagine per Indipendentemente #111. Una mattina qualunque di Giovanni Gazzanni. Il bisogno di essere ascoltati.Il giovane ha preso una decisione che ancora tormenta le sue notti e il suo cuore: lasciare la ragazza che amava perché non riusciva più a starle vicino; la depressione, infatti, quando è molto grave non trascina solo il malato in un vortice oscuro ma anche chi gli sta accanto – «La fuga non è mancanza di coraggio. A volte è istinto di sopravvivenza».

Michele ha quindi deciso di trasferirsi da Antonio, un ottantacinquenne malato di Alzheimer, per prendersi cura di lui e, probabilmente, anche per mettere a tacere i suoi demoni; l’anziano mette a dura prova i suoi nervi, perché dimentica quasi ogni mattina della presenza del suo coinquilino, ed è quindi prassi per il giovane dover ricostruire un rapporto con lui giorno dopo giorno.

È una situazione sfibrante ma ora Michele ha bisogno di questa routine, e di quella calma piatta data dalle giornate sempre uguali vissute con Antonio: ogni mattina ci sono i battibecchi, poi le lotte per non fargli bere l’agognato caffè, sconsigliato dai medici, e in seguito gli esercizi per tenere attivo il suo cervello, e per distoglierlo dalla sua richiesta di vedere l’amata moglie, che in realtà è purtroppo morta da tempo.

L’autore presenta una storia delicata in cui assistiamo alla quotidianità dei due uomini, legati da un rapporto stretto nonostante spesso sembra che non si sopportino; è una vicenda toccante, che invita a riflettere su temi importanti come la famiglia, le malattie, i ricordi, l’amore incondizionato e il bisogno che tutti abbiamo di essere ascoltati e compresi.

È proprio quello che chiede Antonio a Michele: che lui possa prestare attenzione ai suoi pensieri, ai suoi dolori, alle sue domande; ciò che di eccezionale accade nella particolare mattinata descritta nell’opera, però, è che non sia il giovane a prendersi cura dell’anziano ma il contrario.

Un dono inaspettato, e una sorta di rinascita per entrambi.

 

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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