Il libro che ci propone Elisabetta Ferraresi, autrice romana esperta di cultura orientale, è ambientato in Cina, non tra lo sfavillio dei colori e delle tradizioni, ma nel contesto della repressione politica e culturale della nascente Repubblica Popolare Cinese.
Al centro della vicenda narrata in Con il cappello di carta calato sugli occhi, edito da Giulio Perrone nella collana L’Erudita, c’è la storia di più generazioni a confronto. Da una parte c’è la giovane Ma Jingying, una ragazzina di sedici anni che sta per dare alla luce un bambino frutto di una violenza. Dall’altra c’è la storia di questo bambino, Xiaohong, che una volta adulto sarà costretto a scontrarsi con le posizioni e le idee del suo più grande amico, Li Yongjie, flautista e insegnante di musica.
La vicenda viene narrata alternando episodi del passato con altre vicende ambientate negli anni 2000. Una storia commovente, che fa soffrire e che fa rabbia, ma che apre anche gli occhi su uno spaccato della storia cinese particolarmente difficile.
Sono gli anni in cui si afferma il potere di Mao Zedong, che con la sua potente propaganda mette in atto una feroce repressione verso chi non riesce o non vuole abdicare al regime. La propaganda è l’arma più importante per Mao Zedong, attraverso la quale piega la popolazione ai suoi desideri a discapito dei più giovani che vengono indottrinati con facilità.
Ma non per tutti è così facile. Infatti, Xiaohong, e di conseguenza la sua famiglia, sarà vittima della repressione. Li Yongjie, essendo un artista e un libero pensatore, pagherà caro le proprie posizioni, mettendo in evidenza il lato violento della grande Rivoluzione Culturale.
Al di là dei fatti storici narrati, l’autrice offre al lettore la possibilità di riflettere su precise problematiche, le quali vanno dalla manipolazione ideologica alla propaganda, dall’importanza della cultura all’esercizio libero e indipendente del pensiero critico. Non solo questo, ma si riflette anche sulla libertà di protestare, sulla possibilità di dissentire e sulla violenza di un regime che non ascolta ma reprime. Con il cappello di carta calato sugli occhi è un romanzo importante e che apre gli occhi anche sulla società di oggi.
Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.







