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Indipendentemente #131. Le domande inutili di Marzia Santella. Storie di vita, tra luce e oscurità.

di Antonella Quaglia

«A volte mi pareva di sentire un ronzio, un rumore di sottofondo nel mio precipitare nell’inferno, ne sentivo il calore, ne sentivo la malignità. Lo spessore del male mi attirava come un grande magnete a cui non potevo resistere e mi chiedevo, sempre più angosciata, cosa ne sarebbe stato di me»: è il racconto Presagi, contenuto nella raccolta di storie e poesie Le domande inutili di Marzia Santella (WritersEditor).

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Indipendentemente #131. Le domande inutili di Marzia Santella. Storie di vita, tra luce e oscurità.

In questo racconto, dal finale decisamente tragico, si narra di una donna che desidera ardentemente una relazione di coppia ma sembra non avere fortuna nell’incontrare l’anima gemella:

«Quanto mi ritenevo brava, precisa, intraprendente nel lavoro, così diventavo fragile e scapestrata nelle relazioni, a tal punto che mi capitò di pensare, lo confesso, che qualcuno mi avesse lanciato un maleficio degno delle fiabe dei Fratelli Grimm».

Quando conosce finalmente un uomo che la ricambia, è convinta di aver finalmente trovato l’amore; col tempo, però, la protagonista osserva inerme il cambiamento della sua natura, un tempo remissiva e invece ora pericolosamente aggressiva.

In questo racconto è condensato il mondo espressivo di Marzia Santella, che ha deciso di narrare delle storie realistiche e brutalmente oneste, in cui analizza l’animo umano e soprattutto i comportamenti che mettiamo in atto quando ci confrontiamo con l’amore.

Questo sentimento, nelle storie, ha poco di romantico; è sicuramente passionale e intenso ma può condurre anche a comportamenti estremi, fino a far compiere atti atroci.

Ci si potrebbe domandare: quella dell’autrice è una visione pessimistica o realistica? La risposta non è ovvia come si potrebbe pensare: i personaggi dipinti da Marzia Santella hanno molte zone d’ombra, proprio come noi esseri umani, e a volte non si comportano lucidamente.

Alla fine dell’opera, però, come per farsi perdonare per la crudezza dei suoi racconti, l’autrice presenta una serie di poesie delicate, alcune delle quali anche molto ironiche, in cui vi è un’atmosfera più rilassata e in cui sono contenuti dei messaggi di speranza:

«Sappi che la vita è come una nave in mare aperto dove ogni anno è un viaggio fino ciò che ancora non hai scoperto. Non temere i forti venti e le burrasche, il sole a picco o gli uccelli in concerto. Steso sul ponte ammira, assorto, il cielo stellato, e la fulgida cometa ti condurrà poi verso il porto. Paziente attendi l’aurora, quel bagliore d’oro paglierino che illumina la tua prora mostrando, d’un tratto, il tuo destino»
(dalla poesia Aurora del nuovo anno).

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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