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Indipendentemente #114. Il suo nome era Vladimiro. Alla ricerca del lupo cerviero, di Flavio Lucibello

di Antonella Quaglia

Il suo nome era Vladimiro. Alla ricerca del lupo cerviero (La Caravella Editrice) è il toccante romanzo di Flavio Lucibello, ambientato sull’Appennino abruzzese nei primi anni Novanta.

I protagonisti dell’opera, Giulio e Vladimiro, si ritrovano insieme in quei paesaggi incontaminati, dove la presenza umana non ha ancora creato disastri, e affrontano un’avventura che non riguarderà solo la ricerca di una specie animale ormai sparita da tempo da quei luoghi ma anche la presa di consapevolezza di dover cambiare direzione alle loro vite.

Giulio è un giovane ricercatore ed etologo – «In quegli anni avevo un contratto da ricercatore, precario ovviamente, con l’università, pagato con i fondi del Ministero dell’Agricoltura e Foreste. Avevo fatto una brillante tesi sulla reintroduzione della lince nel nostro territorio e, in seguito a questo, avevo ottenuto un assegno di ricerca per studiare l’impatto sulla fauna di quella zona dell’Appennino».

Il giovane si reca quindi nel paesino di Fosso Ombroso per iniziare le sue ricerche; mentre sta raccogliendo dei campioni biologici incontra Vladimiro, un uomo di sessant’anni che da molto tempo ha deciso di vivere in solitudine nei boschi, con la sola compagnia del suo cane e di due muli.

È lui a raccontare a Giulio della lince, anche detta “lupo cerviero”, ed è sempre lui ad instillare nel giovane l’idea che essa non sia davvero sparita da quei luoghi ma che semplicemente abbia imparato a mimetizzarsi bene.

Vladimiro nasconde molti segreti, sia riguardanti lui che le creature selvatiche che abitano le sue zone, ma con il tempo l’amicizia che si instaura con Giulio lo aiuta ad aprirsi, e a confidare al ricercatore il suo tormentato passato, che l’ha spinto ad allontanarsi da tutti e a vivere un’esistenza di solitudine.

Benché i due uomini siano così diversi, Giulio prova affinità con Vladimiro perché anche lui fugge da ogni possibile legame, per paura di soffrire; dell’amico, però, sente di potersi fidare. Entrambi imparano molto l’uno dall’altro, e affrontano diverse avventure alla ricerca del lupo cerviero, chiamato da Vladimiro lo “spirito dei boschi” per la sua capacità di passare inosservato.

E quando lo troveranno, dovranno prendere un’ardua decisione: lasciarlo in pace o darlo in pasto a questa società malata, che non si cura mai dei danni che infligge a Madre Natura

«Chi si occupa di tutela dell’ambiente e di divulgazione scientifica è sempre combattuto tra diffondere l’informazione per creare una coscienza ecologica nelle persone, e allo stesso tempo difendere le aree protette dal troppo spesso ignorante turismo di massa».

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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