«Avevo camminato molto. Forse troppo. Non tutto è sempre chiaro; i ricordi si sovrappongono alle sensazioni, le cose reali a quelle immaginate e nella memoria si confondono gli uni con gli altri, come fossero schiuma di un torrente e nuvole del cielo in un grande orizzonte visivo».

Il ciottoloso enigma di Marco Biagetti è un’opera fortemente introspettiva e simbolica, caratterizzata da una struttura non lineare e da una scrittura che alterna dimensione poetica, riflessione filosofica e flusso di coscienza. L’autore delinea un percorso di progressiva dissoluzione dell’identità del protagonista, Beniamino, inserendolo all’interno di uno spazio urbano alienante, e facendogli poi perdere tutti i punti di riferimento nel momento in cui esce dalla città per inoltrarsi lungo il greto di un fiume.
Il lettore viene così immerso in un contesto percettivo instabile dove memoria, tempo e spazio sembrano perdere coerenza; la narrazione si apre con un uomo che sta già facendo i conti con uno stato di smarrimento mentale e fisico, incapace di distinguere con chiarezza tra realtà e immaginazione.
La ricorrenza di immagini legate a numeri, geometrie, schemi e meccanismi evidenzia il tema della rigidità dell’ordine contemporaneo, che si contrappone all’ingresso del protagonista in una dimensione caotica e più libera, dove ogni convenzione è annullata.
Tutto ha inizio quando Beniamino incontra una misteriosa ragazza dai capelli cangianti, e che emana un gradevole odore di rosmarino; più che un personaggio realistico, la giovane assume gradualmente un valore simbolico e archetipico: è l’irruzione dell’imprevisto, dell’istinto e dell’autodeterminazione in una realtà grigia e meccanica.
Questo incontro è, in principio, segnato da una grande fascinazione ma, dopo un evento destabilizzante, diviene il motore di una fuga da sé stesso e sulle tracce della ragazza, che lo costringerà a mettere in discussione tutte le proprie certezze.
La struttura narrativa frammentata rispecchia pienamente la condizione psicologica di Beniamino che, lentamente, perde la memoria di ciò che è stato, smarrendo così la propria identità sociale e vedendo anche alterate le proprie percezioni sulla realtà.
Marco Biagetti affronta importanti tematiche: la crisi dell’identità contemporanea, il desiderio di controllo, il rapporto tra ordine e caos, la paura della perdita e il bisogno di liberarsi dalle convenzioni sociali soffocanti; in particolare, emerge con forza la critica a una società dominata da automatismi e percorsi obbligati, nei quali gli individui finiscono per muoversi come “rotelle” di un meccanismo impersonale.
Narrato dall’intenso punto di vista del protagonista, “Il ciottoloso enigma” mette in scena il viaggio di una coscienza in disgregazione e trasformazione, portando il lettore a partecipare della rinascita di Beniamino dopo un lungo percorso ricco di eventi, di incontri straordinari, di momenti di raccoglimento e di illuminanti rivelazioni.
Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.








