Le 12 civette (Alessandro Polidoro Editore) di Juliette Evola è un testo che sfugge dalle classificazioni classiche per narrarci una storia che ha la struttura del thriller, l’anima del romanzo esoterico e il cuore di un’opera che pone al centro di tutto l’introspezione psicologica dei personaggi.

Ambientato tra Ferrara e il paese dolomitico di Agordo, nel bellunese, il libro racconta di un viaggio attraverso incubi e deliri compiuto dal protagonista Samuele durante il 2020, l’anno della pandemia di coronavirus.
Il romanzo è accompagnato da belle illustrazioni in bianco e nero tra cui ve ne sono quattro che riproducono alcune carte dei tarocchi, che vanno a introdurre i quattro capitoli in cui sono divise le tappe di questo viaggio, identificate con le fasi principali del processo alchemico: il Bagatto per la Nigredo, la Papessa per l’Albedo, la Torre per la Citrinitas e l’Appeso per la Rubedo.
Samuele è un personaggio complesso e controverso: complottista, disfattista e paranoico, non prende affatto bene il lockdown e le restrizioni operate dal governo, e trova dei momenti di pace solo chattando con Lorena, di cui si innamora a distanza.
Le sue riflessioni su quel duro periodo sono contenute in un diario che egli mette a disposizione del lettore a dieci anni dallo svolgimento della sua inquietante avventura
«Gli episodi che mi accingo a riferire si sono svolti tra il 31 gennaio 2020 e le feste natalizie di quello stesso anno.
Raccontano soprattutto una tremenda storia d’amore e una dolorosa vicenda personale, ma sono sicuro che avrebbero avuto un esito molto diverso se non fossero avvenuti in concomitanza con la pandemia da Covid-19, preludio e prova generale, come ormai dimostrato, della guerra mondiale che ha sconvolto e sconquassato il pianeta e le vite di molti esseri umani».
Nelle avvertenze in apertura del romanzo, Samuele afferma di non aver solo riportato i fatti così come li ha vissuti e nella maniera più circostanziata possibile, ma anche di aver esposto le sue convinzioni, il suo punto di vista e la sua visione ideologica del mondo senza ipocrite omissioni o censure; ciò, però, porta a una delle riflessioni più interessanti che emergono nel testo: in che modo è possibile isolare la verità in mezzo al marasma di informazioni che riceviamo continuamente?
La stessa versione di Samuele potrebbe essere inaffidabile, ed è quindi necessaria molta lucidità per approcciare questa vicenda assurda e ricca di elementi simbolici, che spazia dalla critica socio-politica al radicalismo di matrice settaria, riuscendo anche a raccontare un’appassionante e misteriosa storia d’amore.
Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.







