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Indipendentemente #162. Desideria. Atto primo, di Carlo Capotondo. Una fuga dal mondo.

di Antonella Quaglia

Carlo Capotondo presenta la sua prima opera Desideria. Atto primo (Altromondo Editore), una raccolta di sei racconti che abbracciano diversi generi: il noir, il drammatico, il romantico e il surreale; benché siano storie a sé stanti hanno dei punti di contatto rappresentati dal ricorrere di alcuni personaggi, magari solo menzionati, o di alcune situazioni, appena accennate.

immagine per Desideria. Atto primo, di Carlo Capotondo
Desideria. Atto primo, di Carlo Capotondo

Lo scopo dell’autore, come da lui stesso affermato, è stato quello di voler analizzare in profondità l’agire e il pensiero umano, cogliendo alcune sfumature della psiche che spesso si cerca di nascondere, perché appartenenti a quella zona oscura che tutti abbiamo dentro di noi.

Nella prima storia che dà il titolo alla raccolta, Desideria, si comprende subito cosa l’autore voglia raccontare dell’umanità: egli si concentra sulle persone ai margini, su coloro che sono tormentati da sofferenze dell’anima, su chi si sente solo e incompreso.

I protagonisti di questo racconto sono, appunto, degli emarginati, e la stessa Desideria è più un’antagonista, anche se alla fine si capiscono i motivi per i quali la giovane si è trasformata nella peggior nemica di sé stessa, e di conseguenza anche di chi le sta vicino.

Desideria e Paolo sono incapaci di vivere nella società in quanto sono sprovvisti di armi per difendersi, e perché non hanno quella scaltrezza che fa restare a galla; quando si incontrano, il loro legame non può che essere problematico, tossico, distruttivo.

Carlo Capotondo inizia col botto con un racconto che inquieta e fa soffrire, e in cui si può osservare la sua abilità nel delineare dei personaggi complessi e sfaccettati, e nel tenere alta la tensione per tutto il tempo della narrazione.

Anche nel secondo racconto il tema centrale diviene l’alienazione, il non sentirsi parte del contesto che ci circonda: ne Il mio piccolo mondo felice incontriamo un uomo senza storia

«Fu assalito dal dubbio. Non sapeva chi fosse e neanche un accenno alla sua vita. Non ricordava assolutamente nulla».

Nell’amaro finale di questa vicenda, ci appare chiaro come l’autore voglia parlare nei suoi racconti delle verità che ci raccontiamo, mentendoci, dei tentativi disperati che facciamo per sopprimere il dolore che ci portiamo dentro, o magari per alleviarlo un po’ – che sarebbe già un grande traguardo.

E così arriviamo al terzo racconto, con un uomo che ha venduto la sua anima per soldi, e al quarto, dove viene narrata la stanchezza di chi non vuole più subire ingiustizie e reagisce violentemente, e così via, conoscendo una serie di personaggi straordinari, chiaroscurali e profondamente umani, in cerca del loro posto nel mondo.

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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