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Indipendentemente#192. Di fuga in fuga. Il romanzo con cui Claudio Calabrese riflette sulla contemporaneità

di Antonella Quaglia

Una storia di ingiustizia, di pregiudizi ma anche di coraggio e di riscatto: Di fuga in fuga (Edizioni Praxis Verlag) di Claudio Calabrese ci porta a riflettere sulla condizione di chi si sente e si sentirà sempre un cittadino di serie B, se le cose non cambieranno radicalmente non solo a livello burocratico ma anche in relazione al sistema di pensiero di noi italiani.

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Di fuga in fuga, di Claudio Calabrese

L’autore parla degli immigrati di seconda generazione, cioè di quelli nati in Italia da genitori emigrati nel nostro Paese o che sono giunti qui in tenera età, e che hanno quindi assorbito le peculiarità culturali e sociali pur mantenendo un legame forte con le loro origini.

Calabrese, insegnante, giornalista e scrittore, ha deciso di scrivere un’opera impegnata per risvegliare le coscienze e farci mettere nei panni di chi non può mai sentirsi a casa, di chi pensa di non avere speranze e possibilità.

Il protagonista del romanzo, Rayan, è nato in Marocco ma è cresciuto in Italia essendovi giunto con sua madre quando aveva solo tre anni; lo incontriamo quando ne ha trentadue ma lo osserviamo in diversi momenti della sua esistenza, riproposti in flashback che raccontano del suo disagio e della sua sofferenza derivanti dal non essere mai stato considerato un italiano.

Rayan ha infatti solo il permesso di soggiorno ed è quindi un cittadino a metà: non è del tutto marocchino e non è del tutto italiano, e questa precarietà incide sulla sua psiche e sul suo carattere, facendolo crescere pieno di risentimento.

In perenne lotta con le sue due anime, Rayan cerca disperatamente un’appartenenza che viene frustrata di continuo; a nulla vale provare a spostarsi all’estero, perché il senso di estraneità lo accompagna e non lo molla.

Non aiuta poi il colore della sua pelle perché, anche se in molti potrebbero provare a negarlo, è evidente che il razzismo sia un fenomeno interiorizzato, e che in qualche modo trova il modo di manifestarsi: il protagonista riesce però a coglierne anche le più piccole sfumature, e ciò aumenta la sua alienazione.

Claudio Calabrese ci racconta delle fughe di Rayan, messe in atto per abbandonare un Paese ingrato a cui ha dedicato la sua vita e da cui poi però è sempre tornato, perché è in Italia che vuole lottare per i suoi diritti, nel Paese che ha sempre considerato casa pur non essendo mai stato il benvenuto.

Di fuga in fuga è una storia dolorosa ma che parla anche del coraggio di ribellarsi: il protagonista troverà infine la sua strada, e proverà a tracciarla anche per tutti i cittadini di serie B come lui.

 

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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