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IndipendenteMente #134. Intrigo sull’Olimpo. Il nuovo romanzo di Sebastian Ruggiero

di Antonella Quaglia

Intrigo sull’Olimpo di Sebastian Ruggiero (Giovane Holden Edizioni) è la rivisitazione di un racconto molto affascinante della mitologia classica: il ratto di Persefone per mano di Ade, il Signore dell’Oltretomba.

immagine per Intrigo sull'Olimpo. Il nuovo romanzo di Sebastian RuggieroLa bellissima giovane è figlia illegittima del padre degli dei, Zeus, e di Demetra, la dea della natura e dei raccolti, e viene rapita e condotta nell’Averno, dove diviene la sposa del dio infernale:

«Persefone vide spuntare proprio da sotto i suoi piedi un grosso cocchio scuro, trainato da splendidi destrieri neri e condotto da uno sconosciuto, che le parve all’istante bellissimo […]

Ade tirò le briglie dei cavalli e il carro nero si mosse sulla strada del ritorno, dirigendosi verso l’interno della voragine che aveva provocato. Come per incanto, la terra si richiuse al suo passaggio, senza lasciare traccia di quanto era avvenuto.

Elio, il Sole, dall’alto, incapace di prestare qualsiasi aiuto alla giovane, aveva visto tutto».

L’autore parte da queste premesse e imbastisce una narrazione ricca d’azione, di aneddoti inseriti abilmente nella trama principale e di approfondimenti psicologici: le divinità raccontate da Ruggiero sono infatti rese più umane e fallibili, ed egli ne esplora le debolezze e le fragilità, i vizi e le virtù.

In particolare ci si concentra sulla feroce gelosia di Hera, madre degli dei, nei confronti di suo marito Zeus, e sulla spietata vendetta che lei ordirà per far pagare a Demetra il suo tradimento con il sommo dio, da cui è anche nata una figlia.

L’autore si sposta dal luminoso Olimpo all’oscuro Oltretomba per narrare in parallelo le vicende che riguardano Persefone e Ade e quelle concernenti il complesso piano di Hera, che decide di ricorrere al dio dell’amore Eros per far invaghire il dio dell’inferno della bella fanciulla, colpevole di ricordarle ogni giorno del tradimento del marito.

In questo modo Hera potrà privare Demetra della sua amata figlia, che dovrà vivere la sua eternità nell’Averno, circondata da morte e disperazione; la dea della natura verrà poi costretta da Hera, tramite il potere emanato dal suo scettro del cuculo, a vagare in eterno per il mondo in cerca della giovane.

Hera non ha però fatto i conti con Pan, dio delle selve e degli esclusi, che ha capito l’inganno della dea e medita un contrattacco: Sebastian Ruggiero ci racconta di questo scontro senza esclusione di colpi, permettendoci di familiarizzare con un mondo tanto lontano quanto intrigante, e di immergerci in una vicenda in cui si trovano sorprendenti richiami alla nostra contemporaneità.

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

Una risposta

  1. A me è sembrato un raccontino scritto da un bambino. Mi stupisco che sia stato pubblicato. Le descrizioni sono generiche e i dialoghi inutili, così come alcune caratteristiche attribuite ai personaggi, come se l’intento fosse solo quello di allungare il brodo. Persefone è descritta come una bambina di cinque anni sia nel comportamento sia nell’ aspetto (mitica la “bionda testolina”), ma suscita il desiderio di un Ade molto Marvel- esco, uno strafigo con un bel taglio di capelli. Demetra e Pan vigilano sugli incendi dei boschi e il rinnovo della vegetazione, oltre che sui giardini degli dei, praticamente il Rimboschimento e i giardinieri comunali, Hera ha un “aspetto giunonico” (ma va’…!), Zeus va in ufficio (situato in casa sua) e quando torna la sera delude Hera non portandole neanche un mazzo di fiori, mentre colleziona le foto delle ninfe. Le “attualizzazioni” sono veramente fastidiose, perfettamente inutili nel mondo atemporale e staccato da qualunque tradizione culturale come quello descritto, in maniera molto vaga tra l’altro. Vago e semplicistico anche il titolo: per capirci, come se “Cenerentola” fosse stato intitolato “Festa a corte” o “Biancaneve ” invece “Complotto a palazzo”. Pensavo che si trattasse di qualcosa di simile ai numerosi retelling mitologici pubblicati negli ultimi anni, come quelli di Madeline Miller o anche “Il canto del ribelle” di Joanne Harris sulla mitologia norrena, in cui l’ attualizzazione dà molta vivacità alla storia, ma si tratta di un raccontino esile e piatto anche in confronto ai cartoni animati di Pollon. Il simbolismo e la valenza psicologica dei personaggi mitologici sono completamente assenti, come se fossero figurine di carta fatte interagire tra loro in un gioco. La sensazione è quella di un bambino che racconta in maniera infantile una storia che ha letto senza ricordarla esattamente, ma comunque senza errori di ortografia, ciò che gli vale un bel “Bravo” dalla maestra, ma non è abbastanza per fare di lui uno scrittore. Ci si lamenta del fatto che i nuovi scrittori vengano cercati nei siti di fanfictions, ma in questi siti ho letto racconti superiori a questo libro.

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