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Indipendentemente #170. Semiotica notturna. Cristina Eléni Kontoglou alla ricerca dell’essenza.

di Antonella Quaglia

Nigredo, Albedo e Rubedo – le tre fasi di corruzione, purificazione e ricomposizione della materia nei processi alchemici – si riflettono e trovano significati ulteriori nelle tre sezioni in cui è divisa la silloge poetica Semiotica notturna di Cristina Eléni Kontoglou (peQuod Editore).

immagine per Semiotica notturna. Cristina Eléni Kontoglou
Semiotica notturna. Cristina Eléni Kontoglou

In Materia, Sublimazione e Trasmutazione sono contenute delle liriche che dipingono scenari tanto palpitanti di vita da trasformare i versi in quadri dettagliati, in cui osservare l’umano mentre si relaziona e si rispecchia nelle superfici e negli elementi artificiali di una metropoli post-moderna che, a sua volta, viene influenzata dalla sua biologia.

È un’opera suggestiva ed evocativa, fatta di sostanze diverse che si compenetrano, che si frammentano e si contaminano; esattamente come in alchimia, i versi ci instradano in un processo di trasformazione che mira ad isolare l’essenza, la verità che si cela dietro le apparenze di tutte le cose.

La poetessa va a caccia di simboli da analizzare e da stravolgere; si muove nelle strade, nei vicoli più oscuri, tocca i muri porosi, le lisce superfici vetrose e coglie le similitudini con i palmi delle mani, con le vene che si intravedono sotto la pelle.

È uno scambio e come tale presuppone un dare e un prendere, un cedere e un accogliere; c’è un prezzo da pagare ma l’autrice non ha paura di farlo: è il costo dell’evoluzione, della liberazione.

Partiamo come materiale grezzo e impuro, è la nostra natura: nella fase della Nigredo veniamo scomposti, putrefatti, è il nostro destino; la sezione Materia contiene quindi poesie che restituiscono questa condizione di passaggio

«C’è sempre tempo per spaccare superfici depistare le coscienze, manomettere frequenze approssimative oppure stracciare i contorni delineati con esatto ordine, le mani che per istinto vanno a trovare i luoghi di saldatura che altri hanno costruito a loro immagine e somiglianza […]».

Nella fase dell’Albedo veniamo sottoposti a un processo di purificazione necessaria per aspirare all’essenza; la sezione Sublimazione ci accompagna in questa trasformazione, che non è mai indolore

«Perché ambire all’alto della perfezione, accontentarmi della sfera dei puri circoscritta a perimetri arbitrari, se posso toccare con mano le asperità dei corpi nei punti dolenti, sentire che forma hanno le loro paure? […]».

Nella fase della Rubedo ciò che è rimasto di noi si ricompone, profondamente trasformato, ridotto all’essenziale: è la ricerca della verità narrata nell’unica poesia presente nella sezione Trasmutazione, in cui i simboli si chiarificano, la materia si assembla in un nuovo essere e, se si è fortunati, i significati convergono in un solo punto, liberandoci.

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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