Valori per una teoria condivisa (Algra Editore) di C. Danilo Mauro Castiglione è un saggio filosofico di profonda attualità, che verte sulla necessità dell’uomo contemporaneo di ritrovare un’unità e un’autenticità ormai smarrite tra le mille frammentazioni dell’io, volute da questa nostra società spersonalizzante.
L’opera è nata quando l’autore ha sentito parlare del titolo di un libro dedicato allo scrittore spagnolo Antonio Colinas: Sotto le radici – «Questo titolo mi è subito suonato come una domanda la cui risposta potrebbe essere ovvia. Cosa c’è sotto le radici? La Terra! Ma sulla Terra c’è anche l’uomo, la terra ha un periplo, e l’uomo? Quali sono i confini dell’uomo? Sempre che li abbia! Così nasce questo libro».
I confini dell’uomo sono intesi sia a livello fisico che metafisico: se ne parla diffusamente nel terzo capitolo dell’opera, intitolato Humilitas, in cui si riflette sulla coscienza del limite umano ed esistenziale; il primo passo da compiere per ritornare all’essenza è proprio la conoscenza dei propri limiti – «Umiltà e limite dunque, portano l’uomo a guardare entro i propri orizzonti offrendo come prospettiva la possibilità di essere altro, di essere autentico».
C. Danilo Mauro Castiglione, per parlare di umiltà, fa riferimento alle regole di San Benedetto da Norcia e in particolare cita il salmo 118, 71: «Bene per me se sono stato umiliato»; quando si raggiunge il limite, infatti, quando si tocca il fondo, è l’inizio di qualcosa di nuovo e di più autentico.
Riconoscendo il lato positivo dell’essere umili ci si sente più coesi con l’umanità, e quindi anche più padroni di sé – «L’umiltà, come la terra, designa la natura dell’uomo: fragile e resistente allo stesso tempo, ne traccia i confini e ne modella la fisionomia».
Fondamentali sono anche i primi due capitoli dell’opera, intitolati Humus e Humanus – Humanitas: questi due termini, che fanno riferimento al legame della Terra con l’essere umano, insieme a Humilitas sono i tre pilastri per la ricostruzione della vera essenza dell’individuo, che culminano nel recupero della dimensione unitaria e armonica tra bello, vero e giusto, che l’autore riunisce nel concetto di monosis.
La monosis non è altri che il processo di unificazione dell’uomo; per trattare di tale, complesso argomento, il saggista si avvale del pensiero di grandi filosofi e religiosi: Platone, Ildegarda di Bingen, Henri le Saux, Itala Mela, Raimon Panikkar e Matta el Meskin – «Uomini e donne che hanno perseguito la “monosis” come via per fare “dei molti, uno” resistendo all’inganno supremo del “diaballo” (colui che genera divisione) e all’omologazione».
Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.







