«Giornali ingialliti, foto impolverate, ragnatele, muri scassati e finti muri. Sono passati più di trent’anni da quando il seme della pornografia è entrato dentro di me. E da quarantatré anni sono su questo pianeta. Ma adesso, che la guerra contro la censura e i bigotti l’ho praticamente vinta, sono rientrato dentro il mio bunker, ricavato all’interno di una palazzina del residence di via Cassia a Roma, dove hanno abitato, abiteranno e abitano le star di Diva futura. E dove abito anche io».

Riccardo Schicchi, scomparso ormai da tredici anni, apre le porte dei suoi ricordi e ci conduce in un viaggio alla ricerca delle origini della sua passione per le donne e per il sesso, e in cui parla della nascita della sua famosa agenzia di produzione che ha cambiato le sorti della pornografia in Italia.
Sono trascorsi trent’anni dall’uscita di Oltraggio al pudore, ed è giunto il momento di una riedizione: a curarla è stata Eva Henger, ex pornostar, modella e personaggio televisivo nonché vedova di Schicchi, che ha scritto anche la toccante postfazione all’opera.
Questa nuova versione (MTS Edizioni) giunge anche in concomitanza del film Diva Futura di Giulia Louise Steigerwalt, a sua volta ispirato dal memoir Non dite alla mamma che faccio la segretaria di Debora Attanasio, segretaria storica di Schicchi e autrice della prefazione a questo libro.
Schicchi racconta senza filtri della sua infanzia e della sua adolescenza, segnate dalla fascinazione per la figura femminile; ricorda degli espedienti utilizzati per conoscere più a fondo quelle creature così distanti da lui, narrando come già a dieci anni cercasse di coinvolgere i suoi coetanei a compiere trasgressioni più o meno spinte.
Racconta poi delle sue prime lotte per la libertà sessuale, delle angherie che subì ma anche della nascita della sua passione di rappresentare e raccontare gli altri, e principalmente le donne, attraverso il disegno.
Più tardi, quella passione si trasferirà nella fotografia e nella direzione dei suoi film a luci rosse, in cui esprimerà tutta la sua voglia di provocare e soprattutto di essere libero di manifestare i suoi desideri, gli stessi che aveva fin da bambino.
In questa autobiografia troviamo un ritratto sincero e disincantato di un uomo che non ha mai avuto paura di essere sé stesso, anche quando ha incontrato sulla sua strada dei feroci detrattori, o quando è stato perseguito legalmente, o quando ha rischiato di perdere tutto, toccando il fondo.
Riccardo Schicchi emerge nell’opera come una figura positiva nonostante l’ovvia fama di personaggio controverso, perché è stato un uomo onesto e diretto che non si è mai nascosto dietro maschere ingannevoli.
Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.







