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Indipendentemente #197. Il codice delle onde. Il nuovo un thriller storico di Maurizio Preti.  

di Antonella Quaglia

Il codice delle onde: un thriller storico tra scienza e cospirazione nei sei giorni di Solvay di Maurizio Preti utilizza la finzione narrativa per interrogare le zone d’ombra della Storia ufficiale; ambientato nel 1927, il romanzo imbastisce un intreccio ambizioso che pone in dialogo scienza, politica, spionaggio e responsabilità etica.

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Il codice dlele onde, di Maurizio Preti

«Io ho visto cosa succede quando un’idea diventa potere. Quando una scoperta sfugge dalle mani di chi l’ha inventata e finisce in quelle sbagliate. Quando il silenzio… uccide più delle parole. Tutto è iniziato con un uomo chiamato Morales. E finirà con chi avrà il coraggio di fermarlo. Se c’è ancora tempo».

Al centro dell’opera vi è una tecnologia sperimentale – il Progetto Eclissi – basata sulle onde elettromagnetiche: la Spagna del dittatore Primo de Rivera, i servizi segreti europei, le gravi tensioni ideologiche dei primi del Novecento e la Conferenza di Solvay sono il teatro di una storia in cui il progresso scientifico diventa schiavo di interessi divergenti, e che poco c’entrano con la spinta verso il miglioramento delle condizioni del mondo e dell’essere umano.

Uno degli elementi più interessanti del romanzo è l’uso di figure storiche reali, come Albert Einstein e Niels Bohr, che intratterranno relazioni importanti con i protagonisti della vicenda; la loro presenza richiama il momento in cui la fisica stava ridefinendo il modo di comprendere la realtà, aprendo possibilità immense e, al tempo stesso, inquietanti.

L’autore evita intelligentemente la loro mitizzazione e sceglie invece di collocarli in una rete di decisioni, omissioni e compromessi profondamente umani, sottolineando come anche il sapere più alto possa diventare un vile strumento di potere.

Maurizio Preti adotta una raffinata narrazione corale: spie, diplomatici, militari, scienziati e intellettuali si muovono in un gioco di alleanze instabili e tradimenti, in cui nessuno è completamente innocente e tutti hanno qualcosa da nascondere.

L’autore offre anche un’esauriente introduzione ai numerosi personaggi – reali e immaginari – all’inizio dell’opera, per fare in modo che il lettore possa navigare nel testo senza confusione.

Il codice delle onde: un thriller storico tra scienza e cospirazione nei sei giorni di Solvay si distingue anche per l’attenzione alla documentazione e alla verosimiglianza storica; pur dichiarandosi un’opera di finzione, infatti, la vicenda si nutre di archivi dimenticati, di ipotesi plausibili e di vuoti documentali, lasciando al lettore il compito di decidere dove finisca la realtà e dove inizi l’invenzione.

È una scelta che rafforza il senso di inquietudine, e che rende la lettura particolarmente attuale in un’epoca in cui il confine tra verità e fake news è sempre più labile.

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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