«Nel libro cercherò di spiegare innanzitutto qual è il ruolo dell’umanità nel percorso evolutivo della Terra, facendo riferimento alle sue origini e alle tappe fondamentali nelle varie epoche di incarnazioni sulla Terra. Poi nello specifico cercherò di descrivere ciò che ognuno di noi può fare individualmente per contribuire a questo epocale e fondamentale passaggio: ciò che ognuno di noi può fare per vedere scendere dal cielo la Nuova Gerusalemme».
Alessandro Del Vescovo spiega con queste parole il succo della sua opera L’umanità e la fine dei tempi – La battaglia finale (Phasar Edizioni).
L’autore presenta un saggio che spazia dalla spiritualità alla filosofia per raccontarci di questi tempi tanto complessi in cui stiamo vivendo e che, secondo la sua prospettiva, sono il preludio di un cambiamento epocale, i cui effetti si stanno già cominciando a vedere.
L’umanità è in procinto di entrare in una nuova fase: stiamo infatti uscendo dall’Era dei Pesci e ci stiamo avvicinando a quella dell’Acquario; tra queste due epoche vi sarà una rottura, definita da alcuni come “fine dei tempi” e da altri come “fine del mondo”.
Per l’autore, meno catastrofico, tale fine contiene in sé un inizio: «La fine dei tempi non è altro che la fine di questo tempo, perché il tempo si suddivide in cicli, ognuno dei quali ha una sua funzione evolutiva: all’interno di questi archi temporali vengono realizzate delle tappe fondamentali per il percorso evolutivo umano e del pianeta. Quindi siamo arrivati a un punto di svolta, siamo alla fine dei tempi, cioè la fine dell’Era dei Pesci e l’inizio dell’Era dell’Acquario».
Questa nuova partenza sarà però possibile solo se gli esseri umani si connetteranno con le vibrazioni positive della Terra e faranno spazio alla loro spiritualità, abbandonando tutti i loro comportamenti egoistici e abbracciando il bene comune; è necessaria quindi una trasformazione e una purificazione della coscienza individuale per innescare il cambiamento a livello planetario.
Sembra un proposito impossibile ma per l’autore è invece un intento raggiungibile: la chiave è imparare a conoscere noi stessi nel profondo, perché soltanto avendo coscienza di noi stessi possiamo intravedere la scintilla divina che è dentro di noi; a quel punto potremo realizzarci e vivere finalmente come anime pure e luminose, guidate dall’amore e non più condizionate da emozioni e pensieri distorti e negativi, che si riversano nel mondo, corrompendolo (e quindi corrompendo anche noi stessi).
Assumersi la responsabilità diretta della propria vita, quindi, è il tassello fondamentale per la nostra evoluzione.
Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.







