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Indipendentemente #189. Oltre l’ombra dei colori. Carlo Morriello racconta due destini e un agghiacciante mistero da svelare.

di Antonella Quaglia

Oltre l’ombra dei colori (bookabook) di Carlo Morriello ci racconta dei destini paralleli di un pittore chiuso in manicomio e di un altro, più giovane, che proprio grazie a quell’artista si era innamorato della pittura e ne aveva fatto la sua ragione di vita.
I due personaggi saranno coinvolti in una serie di macchinazioni e di enigmi che li porterà a intrecciare i loro cammini, sebbene solo idealmente e mai fisicamente.

Oltre l’ombra dei colori (bookabook) di Carlo Morriello

 

Ci troviamo a Napoli, alla fine dell’Ottocento: Michele Castaldo tenta di sopravvivere vendendo i suoi quadri alla borghesia napoletana, quando gli arriva una fortunata commissione da parte della madre superiora del monastero di Santa Chiara.

Michele deve realizzare un affresco sulla parete della saletta posta a fianco della sagrestia, dove già qualcuno aveva tentato di dipingere una sua opera: Antonio Abbati, quindici anni prima, era impazzito mentre eseguiva un affresco misterioso e di cui non era stata divulgata la bozza, che poi era stato cancellato dal muro perché considerato maledetto.

Antonio Abbati era stato proprio colui che aveva fatto appassionare Michele alla pittura quando era solo un bambino, e aveva visto un suo quadro raffigurante una bellissima donna; a distanza di tutti quegli anni nessuno aveva capito perché Abbati avesse avuto quell’episodio di follia, che poi l’aveva condotto ad essere internato.

Michele è chiamato proprio ad affrescare quella parete che è diventata oggetto di superstizioni, con tutto il carico emotivo che ne deriva –

«Feci scivolare la mano sulla ruvidità dell’intonaco, constatando l’assenza di crepe o dislivelli. Con le nocche diedi dei colpetti, sentendo la parete piena, robusta, con l’intonaco secco e asciutto.

Per quanto ne sapessi, il lavoro preparatorio era stato eseguito. Ripensai ad Antonio Abbati, alla sua opera immolata per sempre sotto il bianco che mi si ergeva davanti.

Mi sentivo irriverente a dipingere laddove un altro artista non era riuscito a completare la propria opera, il cui tema, peraltro, non era mai stato possibile conoscere. Con uno sforzo misi da parte gli scrupoli e provai a immaginare un Cristo misericordioso, regale e dignitoso, giudice delle sciagure umane».

Carlo Morriello presenta un thriller a sfondo artistico e psicologico in cui niente è come sembra, e in cui il demone della follia pare aver avvinto molti dei personaggi coinvolti in questa avvincente storia.

Michele dovrà tentare di dare un senso non solo al destino tragico di Abbati ma anche a una serie di macabri eventi e al disvelamento di un segreto che lo spingerà violentemente a rivalutare tutto il suo passato, e a compiere un doloroso percorso di riaffermazione della propria identità.

 

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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