La pandemia da Covid-19 ha provocato un grande impatto sulla vita personale e sociale degli individui. A dire questo sono gli esperti del settore, psicologi e psicoterapeuti, che hanno evidenziato un numero crescente di richieste di sostegno. La Fondazione Umberto Veronesi ha evidenziato come la pandemia abbia fortemente impattato in maniera significativa sulla sfera psicologica ed emozionale degli individui.
Questo fenomeno è stato osservato sia in ambito scientifico, ma il tema è molto trattato anche in letteratura. Un esempio calzante è l’ultimo romanzo di Fabrizio Arrigoni, intitolato Il caso delle probabilità (Edizioni Terra marique).
Il protagonista di quest’opera è lo psicologo e psicoterapeuta Gabriele Fueri. Con l’arrivo della pandemia i suoi appuntamenti di lavoro sono aumentati e non gli danno tregua. Il lavoro è diventato pesante, anche perché il protagonista è preso da una certa indolenza e pigrizia, che non gli fanno godere appieno le opportunità che vive.
Un giorno però, uno di quelli scanditi dalla solita routine in cui si avvicendano monotonamente casa, studio e passeggiata con il cane, una delle storiche pazienti di Fueri si comporta in maniera strana, esprime il desiderio di raccontare al suo dottore un segreto, ma poi si trattiene dal farlo.
Pronuncia solo una frase enigmatica: “No, non ce la faccio, mi dispiace. È troppo brutto, non ce la faccio. Non posso. Vorrei solo una cosa: essere creduta quando dico che non c’entro niente con quella ragazzina”.
Poco dopo, la paziente se ne va e inspiegabilmente muore investita da un’auto. Si scoprirà che non si tratta di un caso, ma di un omicidio e che questo omicidio ha un legame con il caso di scomparsa di una ragazzina avvenuto ben venticinque anni prima.
Nonostante quel carattere votato alla pigrizia e all’evitare il più possibile i problemi, Fueri si ritroverà coinvolto nelle indagini sulla morte della sua paziente e sulla scomparsa ad essa collegata.
Non sarà solo in questa avventura, con lui ci saranno un altro suo paziente e la vicequestore Simona Costi, ma sarà solo grazie al particolare acume di cui Fueri è dotato che i vari tasselli di questa vicenda troveranno la giusta posizione.
Leggere questo romanzo significa non solo godere di una buona lettura, grazie ad una trama accattivante e ad uno stile di scrittura ben curato, ma rappresenta anche la possibilità per il lettore esigente di porsi delle domande, di analizzare criticamente sé stesso, avendo così l’opportunità di comprendere in quale direzione sta andando la propria esistenza.
Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.







