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Indipendentemente #121. Scrivi di noi (del dubbio, del culo e del desiderio). L’intrigante romanzo dello psicologo Cristiano Longoni

di Antonella Quaglia

Scrivi di noi (del dubbio, del culo e del desiderio) di Cristiano Longoni (bookabook edizioni) è un’opera cruda e profonda scritta da un autore, che è anche psicologo e psicoterapeuta, che ha studiato a lungo l’essere umano e le sue capacità relazionali.

Longoni presenta un romanzo che si comprende appieno solo quando si è arrivati alla conclusione, alla fine di un viaggio appassionante in cui il protagonista è, sì, Al ma anche il lettore stesso.

immagine per Indipendentemente #121. Scrivi di noi (del dubbio, del culo e del desiderio). L’intrigante romanzo dello psicologo Cristiano LongoniAl, infatti, espone senza pudore la sua vita interiore e crea un dialogo ininterrotto con coloro che hanno voglia di ascoltarlo; la condizione essenziale è che si sia sinceri, che si abbandonino le maschere socialmente accettabili – «Forma e funzione, persona e ruolo, ratio e sentimento, fare ed essere, sono le porte della nostra sofferenza, del disagio che quotidianamente culliamo a discapito dell’essenza che ci abita, che ci permettere di vivere. La molteplicità di anime, espressioni, personalità e immagini che costituiscono quel politeismo del sé, di sé, tanto simile a una straordinaria orchestra bisognosa di ogni strumento, ma che si vede costretta, sempre, a poter esprimere una sola voce, un solo suono. Sempre uguale, sempre solito, sempre conosciuto».

Al vuole invece far suonare tutti gli strumenti in un armonico o anche dissonante concerto: è la verità che lo guida ma solo quella aperta alla confutazione, che osa spingere a porsi domande. Ed è anche l’amore il motore che, nel corso della sua esistenza, ha spinto in avanti il suo agire e il suo pensiero, permettendogli di accedere a una granitica certezza: la vita è una continua oscillazione tra la ricerca di sé e dell’altro da sé.

Perché è solo nel rapporto con gli altri che compendiamo noi stessi; è nel confronto e nel dialogo che c’è crescita e consapevolezza: l’amore, in tal senso, è il miglior terreno di prova, e Al lo sa bene.

Per questo motivo egli decide di rievocare le relazioni con le sei donne che più lo hanno segnato; sei archetipi femminili che hanno contribuito alla sua evoluzione: con Viola ha compreso cosa fossero gli impulsi e i desideri, con Isabella ha fatto amicizia con l’inconscio e ha accettato le sue ombre, con Tecla ha sperimentato il vero desiderio carnale mentre con Rebecca la disobbedienza, grazie a Ilenia si è guardato intorno e si è reso conto che c’era altro all’infuori di sé, e con Ophelia, infine, ha conosciuto il valore della spontaneità, «quella meravigliosa sensazione di non avere più nulla da dimostrarsi né da dimostrare ad alcun altro».

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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