Non c’è due senza uno. Ventitré racconti di Lorenzo Oggero (Edizioni Helicon) è una raccolta di storie in cui emerge la volontà dell’autore di analizzare le complesse dinamiche relazionali che si instaurano tra gli esseri umani; in particolare, si evidenzia la natura mutevole dei legami interpersonali, i cui sviluppi e gli esiti sono quasi sempre difficili da prevedere.
Accade quindi, come nel racconto che apre la raccolta dal titolo L’ora di Monet, che la storia d’amore presentata sia di quelle che sognano tutti: i protagonisti Aurelio e Federica amano contemplare il panorama che si offre a loro dal balcone di casa, mentre ascoltano le Variazioni Goldberg suonate da Keith Jarrett.
Tale visione si va a sposare con il forte sentimento che provano l’uno per l’altra – «È questa la magia che cattura Aurelio e Federica, incantati dalla repentina mutevolezza della luce che rende viva ogni pietra e ogni muro colorandoli di giallo miele. È arrivata l’ora di Monet. Così amano chiamare, nella loro mitologia personale, il breve arco di tempo durante il quale si compie la metamorfosi della luce, così cara al pittore».
Il tema della pittura offre anche lo spunto per parlare dell’eternità che regala l’arte, contrapposta al trascorrere inesorabile del tempo che invece colpisce gli esseri umani: l’autore presenta una storia malinconica che invita a cercare di vivere al meglio quello che la vita ancora ci concede – «Bisogna giocare il tempo, ingannare quello che i greci chiamavano krοnοs, allearsi invece con il kairós, l’altro modo di intendere il tempo».
Al contrario, nel racconto Un coltello di ceramica bianca si narra di un amore malato e dell’ossessione per il possesso dell’altro; o in Desirèe, invece, l’autore descrive lucidamente la fine di un amore attraverso dialoghi secchi, quasi privi di sentimento – «Il pranzo termina con una penosa fase di convenevoli rituali, volti a prefigurare un futuro amichevole che non ci sarà. Frasi false, promesse fasulle. Un bacio sulla guancia, un abbraccio di tenerezza spenta, i suoi occhi sono l’essenza opaca del grigio. Un distacco minerale verso una distanza siderale».
E non mancano i racconti umoristici, quelli surreali e quelli che toccano profondamente l’anima, portando alla commozione, come in Un matrimonio in tempo di guerra, ambientato durante il secondo conflitto mondiale, in cui si narra una storia amara ma si ricorda anche quanto l’amore sia fondamentale per farci sopravvivere nei momenti di dolore – «Non c’è niente che possa sfidare e fermare ciò che è dentro il nostro cuore. L’amore è invincibile».
Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.







