L’avvincente romanzo La terza clessidra di Giuliano Pellizzari (Santelli Editore) è ambientato in Friuli-Venezia Giulia, e più precisamente presso le rovine archeologiche di Aquileia, dove vengono rinvenuti due cadaveri nell’arco di poche ore.

È subito chiaro che si tratti di un killer seriale perché entrambi i corpi sono composti in un modo simile: avvolti da bende, con le mani legate dietro la schiena e la testa rivolta verso l’alto; in entrambe le scene del crimine, inoltre, vengono ritrovate delle clessidre, di cui la prima rotta e artigianale, mentre la seconda con della sabbia che scorre ancora all’interno e dalle fattezze pregiate, nonché probabilmente molto antica.
Il commissario di polizia di Palmanova Ugo Corba, uno dei due protagonisti dell’opera, si reca subito lì; in quelle stesse ore, il sociolinguista e consulente dei servizi segreti Leandro Arcani, il co-protagonista del romanzo, si trova a Istanbul, a indagare su un possibile nesso tra le controverse azioni di una frangia estrema del Transumanesimo e un culto molto antico di origine persiana devoto al tempo, il Tarâmismo
«La particolarità di questo movimento stava nella percezione della flessibilità del tempo, come se fosse possibile piegarlo a proprio piacimento».
Quei due strani omicidi rituali e le ricerche di Arcani si intrecciano ben presto: hanno in comune il tempo, il fulcro intorno a cui ruoterà l’intera vicenda; l’autore presenta infatti una narrazione complessa in cui tutti i personaggi rifletteranno sulla natura del tempo, trovandosi a fare i conti con la sua ineluttabilità.
La terza clessidra è un romanzo corale in cui si intersecano diverse linee narrative: non solo quella di Corba e di Arcani ma anche quella di una giovane hacker in cerca di un posto da chiamare casa, di un archeologo con molti segreti, di un vice commissario spaventato e in fuga e di un uomo d’affari molto potente, Karl von Über, la cui ossessione di riuscire a manipolare il tempo sembra legarsi a doppio filo agli oscuri propositi degli estremisti transumanisti, e di conseguenza anche all’indagine di Corba.
Giuliano Pellizzari presenta un thriller adrenalinico e dalla forte componente introspettiva, in cui sono proposte interessanti riflessioni sulla fragilità umana e sulla consapevolezza della propria caducità che spinge gli esseri umani a voler lasciare una traccia, un segno del proprio passaggio.
Il rapporto conflittuale che tutti noi intratteniamo col tempo è il cuore dell’opera, ed è anche la base per costruire un mistero intricato che porterà Ugo Corba e Leandro Arcani a rischiare il tutto per tutto per arrivare al suo svelamento.
Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.







