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IndipendenteMente #141. La donna morta di Manuel Rico. Un viaggio tra arte e vita.

di Antonella Quaglia

La donna morta di Manuel Rico (Edizioni Joker) racconta di una travolgente ossessione e dell’importanza delle nostre memorie.

Attraverso la storia di un pittore in cerca della propria identità e della propria ispirazione perduta, lo scrittore spagnolo racconta anche un po’ di noi, dei nostri sogni infranti e delle nostre passioni consumate fino a restarne solo cenere.

immagine per IndipendenteMente #141. La donna morta di Manuel Rico. Un viaggio tra arte e vita.Il cinquantenne Gonzalo non riesce più a dipingere serenamente da almeno un anno; Madrid, la città in cui vive, esige il suo contributo artistico ma egli è ormai arido: come pittore e come uomo ha bisogno di un cambiamento, per ricaricare le sue batterie interiori.

Decide impulsivamente che la sua meta sarà il villaggio semidisabitato di Cerbal, nella periferia di Madrid, ma il suo collega Diego è convinto che stia facendo un grosso errore:

«La verità è che quando l’ho saputo ho pensato che fosse una sciocchezza. Sospettavo che fossi in cattive acque, non ti si vedeva da un anno. Qualcosa avevo sentito parlare del blocco in cui ti trovavi.

Deve essere una situazione difficile, dura, ma che tu veda la via d’uscita solo in un accentuato isolamento, in questa fuga in un villaggio semiabbandonato mi sembra, con tutto il rispetto, una fuga in avanti rischiosa, forse inutile e assurda. Il mondo va in un’altra direzione, Gonzalo».

Eppure il pittore crede fortemente di orientarsi verso la direzione giusta: Cerbal è custodita nelle sue memorie lontane, quando da bambino viaggiava con suo padre verso quelle terre aspre e selvagge – «Viaggi di cui conservava la memoria solo come dagherrotipi consumati».

Ed è così che Gonzalo partirà, correndo verso una nuova vita, un nuovo futuro, una nuova consapevolezza; in quel villaggio, però, troverà soprattutto il suo passato.

Infatti egli porta con sé i quadri che aveva dipinto all’inizio della sua carriera, prima di scambiare il realismo con un freddo astrattismo, e quelle prime opere suscitano in lui un forte smarrimento.

Rivede ciò che era, ciò che lo faceva emozionare; con sé ha anche un libro che l’ha colpito profondamente, perché sembra parlare del suo stesso turbamento: Gonzalo inizia quindi un viaggio a ritroso, in cui accadono eventi che sfuggono al suo controllo e anche a ogni logica.

Tra incontri impossibili e paesaggi inquietanti, Manuel Rico riesce ad affascinarci con una storia che ci fa costantemente credere di vivere in una zona di intersezione tra realtà e sogno, tra vita e arte. È ciò che accade a Gonzalo, perso nel tempo, e in una stravagante illusione.

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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