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Indipendentemente #165. Danilo Sacco e le sue Donne senza paura. Vite coraggiose per i diritti e la parità di genere

di Antonella Quaglia

«Prajwala (“fiamma eterna” nella lingua hindu) nel tempo sarebbe diventata molto di più di un collegio scolastico per proteggere le figlie delle prostitute dalle grinfie del traffico minorile e, forse, molto di più del disegno prefigurato. Avrebbe operato attivamente per sradicare la schiavitù sessuale in India, garantire alle vittime un percorso di riabilitazione morale e il reintegro nella collettività»: Sunitha Krishnan è diventata un simbolo luminoso della lotta contro la violenza di genere e per l’emancipazione femminile; questa donna è la protagonista di uno dei nove racconti di vita contenuti nell’opera Donne senza paura. Vite coraggiose per i diritti e la parità di genere (Ed. Odoya) di Danilo Sacco.

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Donne senza paura. Vite coraggiose per i diritti e la parità di genere (Ed. Odoya) di Danilo Sacco.

In India la prostituzione minorile è una piaga endemica: si stima siano oltre un milione le bambine coinvolte nel mercato del sesso, che è diventato un business criminale da miliardi di dollari l’anno.

L’analfabetismo e le disuguaglianze sociali hanno contribuito a questa tragedia umana, e Sunitha ha sempre compreso che tale atrocità doveva essere combattuta su più fronti, non contrastando solo la tratta dei minori ma portando anche avanti un programma di riabilitazione individuale e sociale delle vittime strappate al giro della prostituzione.

Questa donna tenace è stata al servizio degli altri sin da bambina: a otto anni è diventata volontaria nella baraccopoli di Bangalore, dove ha istruito le bambine alla danza e poi, a dodici anni, ha insegnato loro a scrivere e a leggere, perché già consapevole che l’istruzione fosse l’arma più potente per combattere le prevaricazioni social.

Nonostante la giovanissima età, ha tenuto testa alle intimidazioni di chi non accettava le sue idee progressiste e non ha ceduto neanche quando a quindici anni è stata violentata da un gruppo di uomini spaventati dalla sua emancipazione.

In seguito, spinta dalla rabbia verso le brutalità patite dalle donne, si è trasferita a Hyderabad, nel quartiere a luci rosse, e lì ha iniziato la sua missione: ha convertito un bordello in un istituto scolastico per i figli delle prostitute, e ha tentato di spezzare la catena affinché le bambine non fossero inglobate nella prostituzione come le mamme.

È stato l’inizio di un viaggio coraggioso che l’ha portata a creare un’organizzazione no profit – Prajwala – che nel tempo ha dato rifugio e nuova vita alle vittime della violenza di genere e della schiavitù sessuale minorile.

Sunitha Krishnan è un esempio per tutti, così come lo sono le altre donne le cui eroiche azioni sono narrate in quest’opera: Franca Viola, Malala Yousafzai, le sorelle Mirabal, Rosa Parks, Kathrine Switzer, Theresa Kachindamoto, Marie Curie e Kate Sheppard.

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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