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Indipendentemente #171. La teoria del rinoceronte. L’enigmatico romanzo di Alessandro Spocci.

di Antonella Quaglia

«Abbasso la testa e chiudo gli occhi. Nei banchi posti dietro al mio ci sono i miei genitori, quelli di Vittoria, il mio amico e agente Giulio Bardini e una serie di giornalisti e curiosi che non vedono l’ora di raccontare di aver assistito al processo dello scrittore maledetto, il degno epilogo per quell’inetto che ha mandato all’aria una vita perfetta, rovinato dai demoni di un alcolismo mai negato e delle donne nascoste senza successo. In fondo, penseranno, era la fine annunciata di una brutta persona che prima o poi avrebbe commesso l’errore decisivo».

immagine per La teoria del rinoceronte, di Alessandro Spocci.
La teoria del rinoceronte, di Alessandro Spocci.

Alessandro Spocci racconta la parabola esistenziale di un uomo complesso e controverso, nella sua nona opera La teoria del rinoceronte (Albeggi Edizioni). Un romanzo noir narrato in prima persona dal protagonista, Stefano Forti, uno scrittore che anni prima ha avuto un enorme successo, e che ora si ritrova a fare i conti con il brutale omicidio della moglie.

Lui professa la sua innocenza, e anche durante l’udienza in tribunale si difende a spada tratta dall’accusa di avere ucciso sua moglie; purtroppo, però, l’assenza di indizi ritrovati sulla scena del crimine, relativi a una possibile effrazione, e anche la mancanza di motivazioni circa la possibilità che la donna avesse dei nemici, conducono all’unica eventualità che sia Stefano l’esecutore del delitto.

E anche il lettore giunge alla stessa conclusione: Stefano, sia quando risponde alle domande degli inquirenti sia quando riflette sulla sua situazione, è estremamente freddo e distaccato e non sembra neanche provare dolore per la morte della moglie.

L’enigmatico Stefano potrebbe tranquillamente essere un assassino, o forse no; il lettore entra in un gioco ambiguo in cui è difficile distinguere tra la verità e la menzogna: Stefano è colpevole o è innocente? L’autore ci sta ingannando portandoci a pensare che sia un crudele assassino, oppure in realtà è solo una vittima degli eventi?

La teoria del rinoceronte ha un protagonista che, nel bene e nel male, sa come attirare l’attenzione; inoltre, Stefano possiede la capacità di comprendere gli altri, riuscendo a smascherarli e a cogliere ogni sfumatura della loro anima: in questo modo si entra in profondità nella vicenda, conoscendo a fondo tutti i personaggi e immergendoci in una storia che, alla fine, parla di tutti noi, e in particolare delle nostre zone oscure.

Nessuno è esente dal male: c’è chi lo immagina solamente e chi lo manifesta, a diversi livelli; il protagonista dove si colloca in un’ipotetica classificazione? Chi è davvero Stefano Forti?

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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