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IndipendenteMente #138. Atlete. La storia dello sport femminile di Florindo Di Monaco. Un racconto di dignità, talento e coraggio

di Antonella Quaglia

Atlete. La storia dello sport femminile. Vol. 1: Dalle origini agli anni Sessanta (Abrabooks Editore) di Florindo Di Monaco è un saggio che tratta dell’intreccio indissolubile che esiste tra le battaglie di emancipazione delle donne e i loro progressi nella partecipazione alle attività sportive.

Un felice connubio che ha portato le atlete a lottare con ancora più ardore per conquistarsi il loro meritato posto nell’olimpo dell’eroismo sportivo; sono per fortuna finiti i tempi in cui alle donne non era neanche permesso assistere alle competizioni, perché ritenute troppo fragili anche per osservare a distanza lo sforzo fisico e mentale degli atleti.

«Tutti tabù, creati dal sesso maschile per conservare il monopolio di predominio, destinati poi a cadere perché il tempo ha reso giustizia alle donne, che hanno dimostrato di essere il contrario dell’etichetta sotto cui le si era volute incasellare».

immagine per IndipendenteMente #138. Atlete. La storia dello sport femminile di Florindo Di Monaco. Un racconto di dignità, talento e coraggioNe è passata di acqua sotto i ponti da allora; nonostante ciò, le donne hanno dovuto fare i salti mortali (e non a livello sportivo purtroppo) per guadagnarsi un’opportunità che era loro di diritto.

Per questi motivi, e per omaggiare la straordinaria forza e resistenza delle atlete, l’autore ha deciso di presentare una cronistoria dell’evoluzione della loro partecipazione agli sport, sia amatoriali che agonistici; anche grazie a immagini esemplificative – come riproduzioni di quadri e sculture, e fotografie delle atlete – Florindo Di Monaco ci racconta del cammino pieno di ostacoli che hanno intrapreso le donne per essere prese sul serio, offrendo una panoramica di tutti gli sport in cui si sono cimentate e dipingendo vividi ritratti delle atlete più famose.

L’autore prende soprattutto in esame le Olimpiadi, osservatorio privilegiato per comprendere i passi compiuti dalle atlete nel corso dei secoli.

Siamo nel 1896, e il barone Pierre de Coubertin organizza ad Atene le prime Olimpiadi moderne.
Per lui deve essere una competizione fra soli uomini; è una lotta tra il barone e le atlete ma alla fine sono relegate solo ad applaudire e incoronare i vincitori.

Ma qualcuno non ci sta, una donna che ha fatto la storia: Stamata Revithi si iscrive alla maratona con lo pseudonimo Melpomene; la sua iscrizione non viene accettata, ma lei parte testardamente lo stesso, il giorno dopo la gara ufficiale, e concludendo la maratona con ottimi tempi

«Per donne coraggiose come lei è solo una temporanea battuta d’arresto. Il guanto di sfida è lanciato e la discriminazione olimpica delle donne ha i mesi contati. Sta per spuntare l’alba del secolo d’oro dello sport femminile».

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Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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