L’ARF! Festival e l’Instituto Cervantes di Roma presentano una mostra che mette in relazione due piccole-grandi protagoniste del fumetto: Mafalda & la Pimpa.
Le due matite, Quino e Altan, hanno dato vita alle loro creature di carta in due contesti distanti geograficamente, l’Argentina e l’Italia, ma la mostra, curata da Stefano Piccoli (S3Keno) e Daniele Bonomo (Gud), riesce a mettere in luce dei punti di contatto insospettabili.

Si esprimono in modalità differenti: Mafalda pone quesiti scomodi, afferma le proprie opinioni senza remore o timidezze, mentre la Pimpa esplora il mondo con leggerezza e curiosità, esaltando l’attitudine alla scoperta gioiosa e libera.
Entrambe però sollecitano il mondo adulto a prestare attenzione: una mettendo al centro argomenti d’impegno sociale e di urgenza politica, l’altra suggerendo un’idea di libertà, una comunicazione tra l’infanzia e la realtà adulta apertissima, priva di condizionamenti.
Molto affollata l’inaugurazione anche per la presenza di Altan che con Mauro Uzzeo ha regalato al pubblico un piacevolissimo talk.
La nascita dei due personaggi è nota: Mafalda era destinata a una pubblicità, mentre Altan disegnò la Pimpa per divertire sua figlia; come racconta lui stesso:
«All’inizio era proprio brutta, aveva gli occhi spiritati, non so come fece a piacere al direttore del Corriere dei Piccoli, Barberis, che volle comunque pubblicarla».
Se Mafalda era già sferzante, battagliera, mettendo in crisi gli adulti con le sue risposte anticonformiste, la Pimpa è spinta dalla curiosità di voler conoscere il mondo, che osserva con uno sguardo consapevole e disincantato.
Ad Altan è stato chiesto se conosceva Quino:
«Certo che l’ho conosciuto, avevamo lo stesso editore. E ho conosciuto anche Mafalda. Mi chiedete cosa abbiano in comune lei e la Pimpa? Entrambe si occupano del mondo, lo osservano e sono molto preoccupate».
Mentre studiava a Venezia, Altan s’imbatte nella rivista “Linus” e comincia a conoscere nuovi autori di fumetti che apprezzò per la loro impronta innovativa, come Crepax, per esempio.
A proposito del messaggio satirico ancora attuale nei suoi lavori come Cristoforo Colombo o l’operaio Cipputi, Altan sostiene che se certi problemi non invecchiano, la colpa non è sua, ma del mondo.
«La mia satira poi non è violenta, non la creo per fare del male, credo che a questi nuovi poteri la satira scivoli addosso come acqua fresca. Penso tuttavia che possa avere talvolta un potere consolatorio: sapere che altri condividono il tuo pensiero ti fa sentire meno solo. Anche io, quando sono un po’ stanco della realtà vado dalla Pimpa e sto meglio. Il suo mondo è come vorrei che fosse. Poi se volete che parli di Cipputi, ecco, sono sicuro di averlo visto almeno una volta in tram, a Milano, oppure a una Festa de l’Unità».
Il fumetto come espressione artistica non è certo una novità, le riproduzioni in stile Artist’s Edition di Quino, le tavole originali di Altan con la Pimpa ancora da colorare ci fanno pensare a un linguaggio che dell’infanzia ha preso la freschezza, la sua parte migliore per restituirla anche a noi adulti. Un mondo senza sovrastrutture, dai contorni tondeggianti, capace ancora oggi di mostrarci la nudità del potere.
Informazioni Mafalda & La Pimpa. L’arte di Quino e di Altan in mostra a Roma
- ARF! Festival e Instituto Cervantes
- a cura di Stefano Piccoli e Daniele Bonomo
- in collaborazione con Franco Cosimo Panini, Quipos S.r.l. e Caminito S.a.s. agenzia letteraria
- Sala Dalì di Piazza Navona 91 a Roma
- fino all’11 luglio 2026

Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).
- Maria Arcidiacono
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