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La Casa dei Grifi ritrovata, sul Palatino a Roma

di Maria Arcidiacono

Finalmente è possibile visitare la Casa dei Grifi sul Palatino a Roma, una meravigliosa domus, in opera incerta e reticolata, disposta su due piani e databile tra il II e il I secolo a.C.

Molto ben conservata nel suo impianto decorativo, nonostante la presenza delle successive – e poderose – fondazioni della sovrastante domus Flavia, ma non è mai stata aperta alle visite.

immagine per Parco archeologico del Colosseo, Casa dei Grifi. Dettaglio dellambiente affrescato con pavimento a mosaico e emblema centrale con cubi prospettici. Foto Simona Murrone
Parco archeologico del Colosseo, Casa dei Grifi. Dettaglio dellambiente affrescato con pavimento a mosaico e emblema centrale con cubi prospettici. Foto Simona Murrone
immagine per Casa dei Grifi Palatino - Lunetta con grifi in stucco su fondo rosso
Casa dei Grifi Palatino – Lunetta con grifi in stucco su fondo rosso

Pur avendo subito trasformazioni e modifiche strutturali dovute anche agli slittamenti del pendio adiacente, sia la pavimentazione musiva che le decorazioni in stucco e ad affresco sono ben visibili e finalmente, grazie a un progetto innovativo che consente una visita a distanza, chiunque, nonostante l’esiguità degli spazi e la loro ridotta accessibilità, potrà non solo esplorarli in diretta attraverso le immagini riprese da una guida provvista di telecamera, ma potrà conoscerne la storia e vedere le recenti  ipotesi di ricostruzione proposte dagli studiosi.

I primi scavi che interessarono l’edificio risalgono al XVIII secolo, ma è con Giacomo Boni che, tra il 1912 e il 1914, si affrontò un’indagine vera e propria, partendo dalla domus Flavia, in particolare dal Larario, l’ambiente della dimora imperiale che assieme ad altri spazi adiacenti, sempre di età successiva, sovrasta la Casa dei Grifi.

Con questa modalità di fruizione sarà possibile conoscere meglio il repertorio decorativo della tarda età repubblicana, con affreschi riconducibili a quello che viene convenzionalmente definito il secondo stile pompeiano, dove appare evidente la volontà di rendere una dimensione dello spazio più profonda, con l’ausilio di elementi architettonici, come colonne e trabeazioni.

Una visione prospettica presente anche al centro di una pavimentazione musiva, in un emblema con esagoni formati da lastrine di pietra di tre differenti tipologie (palombino, calcare verde marnoso e ardesia) e composti in modo da creare un effetto tridimensionale, riproducendo dei piccoli cubi accostati l’un l’altro. Il motivo, diffuso soprattutto a Pompei, si ripete anche sulle pareti affrescate.

Tra gli stucchi si segnala in particolare quello parzialmente conservato che ha dato il nome alla domus: in una lunetta a fondo rosso, due grifi ai lati di una raffinata decorazione a girali d’acanto.

Il progetto, accompagnato da un approfondito studio scientifico, ha visto un recupero conservativo del monumento, sia dal punto di vista strutturale, che da quello riguardante l’apparato decorativo.

Si deve all’attuale Direttrice del Museo Nazionale Romano, Federica Rinaldi (già Responsabile Unica del Progetto), con Aura Picchione alla Direzione dei Lavori, conclusi nel pieno rispetto della tempistica PNRR, l’idea del sistema di accessibilità aumentata con visita in diretta real time.

L’ausilio tecnico di Stefano Borghini, la sponsorizzazione tecnica di Comoli Ferrari e l’imprescindibile contributo professionale dei funzionari e del personale del Parco archeologico del Colosseo hanno poi reso possibile l’apertura definitiva del sito.

Un viaggio inedito in una modalità di visita che consente una piena e apprezzabilissima fruizione, un’opportunità pensata per tutti e tutte, compresi bambini, anziani, disabili e persone con problemi fisici.

Presentato a Roma il 13 gennaio scorso alla presenza di Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la valorizzazione culturale, già Direttore del Parco archeologico del Colosseo, di Simone Quilici, Direttore del Parco archeologico del Colosseo e di Federica Rinaldi, Direttrice del Museo Nazionale Romano, già Funzionaria Archeologa Responsabile del Colosseo, è visibile in real time dal 3 marzo 2026 ogni martedì. Il progetto è uno dei risultati connessi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Caput Mundi.

Informazioni Parco archeologico del Colosseo – Casa dei Grifi

immagine per Maria Arcidiacono
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Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).

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