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Stefania Fabrizi alla Fondazione Isabella Scelsi

È parte del ciclo Un’artista | Un’opera la mostra a cura di Irmela Heimbächer in corso alla Fondazione Isabella Scelsi di Roma: al centro, des roses qui dispensent l’extase, un’opera in tecnica mista di Stefania Fabrizi ispirata ai versi di Giacinto Scelsi, compositore, filosofo e, appunto, poeta:

“Découvre la seule blancheur autour des roses qui dispensent l’extase”
Scopri l’unico bianco attorno alle rose che donano estasi.
Giacinto Scelsi, La conscience aiguë (1955)

immagine per Stefania Fabrizi Des roses qui dispensent l'extase - tecnica mista su velo e carta, 2026
Stefania Fabrizi Des roses qui dispensent l’extase – tecnica mista su velo e carta, 2026

Parole che restituiscono in parte l’atmosfera che ancora risuona nelle sue composizioni d’avanguardia e nella sua ricerca musicale, osannata a livello internazionale e trascurata se non osteggiata in Italia.

Il giusto, benché tardivo riconoscimento alla sua genialità si deve al lavoro di cura amorevole dell’archivio del compositore e alle tante iniziative culturali, come questa mostra, da parte della Fondazione intitolata alla sorella di Giacinto, Isabella.

La luce come energia vitale dell’anima – quella che Scelsi cercava nei suoi viaggi, nel suo amore per l’Oriente e nell’intensa spiritualità che vi trovava – si riflette in molte delle sue opere.

Stefania Fabrizi, leggendo quei versi, ha pensato alle rose della splendida terrazza di via San Teodoro, sede della Fondazione; ha voluto sottrarre delle figure femminili alla nostra visione ravvicinata, schermandole attraverso un velo, mentre le loro mani afferrano o porgono le rose.

Come un annuncio, l’opera si srotola davanti a noi, messaggera di una sacralità delicata, con un suo ritmo compositivo che la rende ancora più ipnotica nel suo oscillare tra evanescenza e concretezza.

Così come l’invito del compositore Scelsi è quello a concentrarsi sul suono anziché sulla singola nota, Stefania Fabrizi coglie un parallelo nell’arte visiva, dove il suono da scoprire è il bianco che si traduce in luce.

La rosa, in figure mistiche come Teresa di Lisieux, è una promessa spirituale, prima di morire disse: “farò piovere una pioggia di rose”.

Ma con Giacinto Scelsi, sebbene la sua ricerca abbia incrociato la spiritualità cristiana e cattolica, non dobbiamo scivolare e restare intrappolati in una lettura iconografica convenzionale; la rosa è il cuore della grazia divina dalla quale si sprigiona l’estasi, ma per poterla percepire dobbiamo guardare oltre il velo della materia.

I poeti come Scelsi e le artiste come Fabrizi lo sanno e ci fanno da tramite creando affascinanti connessioni.

Informazioni Un’artista | Un’opera. Stefania Fabrizi …des roses qui dispensent l’extase

  • a cura di Irmela Heimbächer
  • Stefania Fabrizi …des roses qui dispensent l’extase
  • Fondazione Isabella Scelsi – via di San Teodoro, 8 Roma
  • Orari: lunedì, mercoledì, giovedì 10:00-13:00; domenica 5 luglio apertura extra 18:00-20:00
  • finissage mercoledì 8 luglio 18:00-20:00 – info: 06.69920344
immagine per Maria Arcidiacono
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Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).

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