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From Shanghai to Rome. 2025 East and West alla GNAMC

di Maria Arcidiacono

La mostra 2025 East and West: International Dialogue Exhibition – From Shanghai to Rome, in corso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, propone un incontro tra la Cina e il nostro Paese: due mondi lontani, non solo geograficamente, che un rinnovato dialogo all’insegna dell’arte dimostra di saper riavvicinare.

A cura di Gabriele Simongini e Zhang Xiaoling, in collaborazione con Xiaoling Zhang, Lin Ma, Donghua Mao, è organizzata, oltre che dalla stessa Galleria, dal Ministero della Cultura, dalla Shanghai Academy of Fine Arts e dalla Shanghai Artists Association, realizzata da Zhong Art International e con il Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, dell’Accademia di Belle Arti di Roma e della RUFARome University of Fine Arts, con il supporto della Shanghai University.

La Cina condivide con l’Italia una storia millenaria e nel corso della conferenza stampa d’inaugurazione, il curatore Zhang Xiaoling ha voluto ricordare Matteo Ricci, il gesuita maceratese che nel XVII secolo volle apprendere il pensiero di Confucio proprio in quelle terre che era venuto a evangelizzare, lasciando a sua volta un segno indelebile attraverso i suoi insegnamenti di matematica e astronomia, e realizzando mappe geografiche che ponevano graficamente al centro la Cina.

Si è poi accennato anche a Giuseppe Castiglione, vissuto nel secolo successivo, anch’egli gesuita, che per cinquant’anni fu pittore alla corte imperiale di Pechino, riuscendo a coniugare l’impronta espressiva occidentale con l’equilibrio compositivo dell’iconografia cinese.

In Cina si studia il passato, si mantiene un vincolo con la tradizione, sia come fonte d’ispirazione che come scelta dei mezzi espressivi; molte delle opere dei 31 artisti legati a Shanghai sono caratterizzate da una forte padronanza esecutiva, una meticolosità da non intendersi come mero virtuosismo, ma come parte integrante della prassi creativa, talvolta sconfinante in una viva spiritualità.

Difficile scegliere tra le numerose opere esposte (circa settanta), ma tra esse si segnalano quella di Feng Yuan, un’imponente raffigurazione del mondo realizzata a inchiostro e colore su carta; la serie in bronzo degli Eroi di Liangshan, del Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Shanghai, Zeng Chenggang, e Contemplare il Dao tra boschi e ruscelli, di Wang Tiande, che ben rappresenta il rapporto vitale con la natura e l’alta qualità esecutiva in una tecnica mista di inchiostro e fumo sulla pregiata carta Xuan.

Ma quella capacità di sintesi tra tradizione e innovazione, già sperimentata nei secoli passati, caratterizza ancora oggi l’approccio artistico cinese. Non si può infatti ignorare che l’intero Paese è più che mai proiettato verso il futuro: una velocità di cambiamento e innovazione che ha investito tutti i settori, diffondendosi capillarmente anche in buona parte delle zone rurali.

Le sfide del presente si possono cogliere nell’opera di Cai Guangbin, Evento. Scenario, nella quale la video arte si fonde con raffinatezza alla tecnica a inchiostro; anche in Echi della vita di Wei Ping, dove la pittura a lacca scandisce delle forme modulari, mentre l’irruzione del mondo digitale nell’antica tecnica a inchiostro è significativamente evidente nei lavori di Song Gang, dai titoli fortemente evocativi: Algoritmo. Capacità di Calcolo e Dimensione del Digitale.

immagine per Feng Yuan, The World, 2022 - inchiostro e colore su carta
Feng Yuan, The World, 2022 – inchiostro e colore su carta

Da rimarcare anche l’ottimo lavoro di allestimento che ha acquisito una propria armonia man mano che prendeva forma, distribuendosi in tre sezioni: Riflessi dello spazio-tempo, Espansione del pensiero, Generazione dell’immaginario, in ognuna delle quali il dialogo e lo scambio dialettico con le opere dei sedici artisti italiani ha scandito l’intero spazio espositivo.

Sono state scelte opere di Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Amedeo Modigliani, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Gino Severini, Marino Marini, Giorgio Morandi, Alberto Burri, Lucio Fontana, Jannis Kounellis e Mario Schifano, artisti noti e apprezzati in Cina e considerati maestri assoluti del Novecento.

Last, but not least, non poteva mancare una pregiata rappresentanza di alcuni tra i protagonisti dell’arte contemporanea italiana: da Maurizio Cattelan e Rudolf Stingel, a Daniela De Lorenzo, Alessandro Piangiamore, Emanuele Becheri e Davide Rivalta.

Le loro installazioni (Di Lorenzo), le sculture (Becheri e Rivalta) e lastre con cera fusa (Piangiamore) concorrono a rendere più intensa e serrata la comunicazione tra le due culture.

Alessandro Piangiamore, Le XXX sorelle-Se Roma non brucia 2016 – residui di candele fuse e ferro

Orizzonti diversi che si arricchiscono vicendevolmente, «esplorando» come sottolinea il team curatoriale cinese, «a partire dalla soggettività culturale e dalla dimensione interattiva del linguaggio visivo, la portata spirituale e il significato sociale dell’arte contemporanea nel contesto globale».

Da sin. Ma Lin, Zeng Chenggang, Xiuzhong Zhang. Sullo sfondo Cai Guangbin, Evento. Scenario, 2020-2022 inchiostro su carta e video

Informazioni 2025 East and West: International Dialogue Exhibition – From Shanghai to Rome

  • a cura di Gabriele Simongini e Zhang Xiaoling e realizzata da Zhong Art International
  • Fino al 14 settembre 2025
  • GNAMC – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea – Viale delle Belle Arti 131, Roma
  • Orario: da martedì a domenica ore 9.00 – 19.00; lunedì chiuso
  • Per informazioni: gan-amc@cultura.gov.it – Centralino: T. + 39 06 32298221
immagine per Maria Arcidiacono
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Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).

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