In occasione della pubblicazione del catalogo, nella sede della casa editrice Gangemi, è stata annunciata la proroga fino a domenica 4 maggio 2025 della mostra in corso a Tarquinia, a cura di Vincenzo Bellelli e Maria Cristina Tomassetti: 1437. La Madonna di Filippo Lippi, Tarquinia e il Cardinale Vitelleschi.
Cuore del progetto, nato di concerto con il PACT-Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, il Comune di Tarquinia e la Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, il DIVA-Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale e la Direzione Generale Musei, è il ritorno, seppur temporaneo, della tavola di Filippo Lippi nel palazzo di Giovanni Vitelleschi, il cardinale che la commissionò al celebre pittore fiorentino.
Scoperto casualmente nel 1917 da Pietro Toesca che l’attribuì immediatamente a Lippi, il dipinto venne dapprima collocato nel palazzo del cardinale, fu poi trasportato a Roma nel 1943, allo scopo di metterlo al riparo dai bombardamenti; restò quindi nella Capitale, entrando a far parte della collezione della Galleria Nazionale di Arte Antica a Palazzo Barberini alla quale tuttora appartiene.
L’opera è datata: un cartiglio sul suppedaneo del trono della Vergine indica il 1437, l’anno nel quale l’allora arcivescovo di Firenze Giovanni Vitelleschi non solo divenne cardinale, ma volle, più o meno contestualmente, provvedere a far costruire il proprio palazzo nella civitas natale di Corneto (così si chiamava Tarquinia fino alla seconda metà dell’Ottocento).
Da cento anni sede del Museo archeologico nazionale di Tarquinia, il palazzo, con i suoi elementi gotici e rinascimentali, è il risultato di diverse fasi costruttive che dal primo nucleo medievale si protrassero per buona parte del XV secolo.
La mostra fa emergere la personalità contradditoria di Giovanni Vitelleschi: un cardinale-guerriero, che si impegnò in conflitti cruenti tesi a consentire il ritorno a Roma di papa Eugenio IV; ma racconta anche un uomo dedito alla preghiera e alla devozione nei confronti della Vergine.
La tavola di Lippi, dall’ambientazione vicina al gusto fiammingo per via della definizione attenta dello spazio domestico, con il talamo di Maria a destra e il dettaglio del Libro delle Ore a sinistra, suggerirebbe anche, secondo alcuni studiosi, il forte legame di amicizia tra il cardinale Vitelleschi e Cosimo de’ Medici, attestato dalla presenza di tre anelli sulle dita della Vergine (una variante dello stemma mediceo era difatti caratterizzata da un intreccio di tre anelli con diamante).
La mostra diffusa si articola fuori e dentro il museo, in un percorso che interessa anche alcuni tra gli edifici più rappresentativi della città, raccontandone le testimonianze storico-artistiche che diedero un nuovo volto alla Corneto quattrocentesca.
Da sempre meta di migliaia di turisti interessati al mondo etrusco, Tarquinia vuole ampliare l’offerta culturale lasciando scoprire gli aspetti poco conosciuti, ma non meno affascinanti, della propria storia rinascimentale, e – perché no? – immaginare un ritorno definitivo del capolavoro di Filippo Lippi nel suo contesto originario di appartenenza.
Info mostra 1437. La Madonna di Filippo Lippi, Tarquinia e il Cardinale Vitelleschi
- fino al 4 maggio 2025
- Mostra diffusa: Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia e altri luoghi della città
- Palazzo Vitelleschi: dal martedì alla domenica ore 9:00 – 19:30 ultimo accesso ore 18:30 – lunedì chiuso.
- Parco archeologico Cerveteri e Tarquinia: pa-certa@cultura.gov.it – 0766 856036
- Comune di Tarquinia: – 0766 8491 –Numero Verde 800 311 040 (solo da numero fisso)
Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia:– 0766 23320

Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).
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