Nata ad Atene e con una lunga esperienza nel fotogiornalismo, anche come inviata in zone di guerra, Thalassini Douma ha fatto della libertà d’esplorazione la propria cifra espressiva. Come altri suoi progetti, cominciati il più delle volte in un’ottica di partecipazione attiva, la mostra UnderWaterCity, a Roma, presso AntiGallery, a cura di Barbara Martusciello, traduce in immagini sommerse e scomposte la città di Venezia.
Alla notizia della marea granda, Thalassini ha raggiunto la laguna per intraprendere un attento reportage, facendo addentrare anche noi nell’ipogeo acquatico della città. L’obiettivo della sua fotocamera, una sorta di periscopio capovolto, testimonia la stupida battaglia persa contro l’indiscusso potere di madre natura sulle fortune e le avversità di tutti gli esseri viventi.
Grazie allo sguardo dell’autrice, che sa allontanare ogni orpello di turistificazione, Venezia reitera se stessa e, frammentandosi geometricamente, si trasfigura, rivelando la sua essenza più autentica.
Il fenomeno – in questo caso ‘estremo’ – dell’acqua alta diventa anche metafora della nostra incoscienza, la punta dell’iceberg dei processi di trasformazione climatica e di emergenza idrica dovuti all’irresponsabilità dell’essere umano, assieme alle conseguenze dell’iperturismo nelle città d’arte, ormai snaturate e ridotte a città/merce.
L’artista non è nuova a questa modalità esplorativa che sovverte la prassi statica di chi si limita a documentare.
Per riportare solo un esempio, citiamo un altro suo progetto – diversissimo – di qualche anno fa, tra i rifugiati di Idomeni, il grande campo profughi della Grecia: puntando l’obiettivo sulle contraddizioni umane e dis-umane del nostro tempo.

Thalassini seppe scorgere anche nel solo sguardo di una donna, l’arroganza subita da chi decide in modo arbitrario e spietato le geografie altrui (alcuni di questi scatti erano presenti nella mostra internazionale Womahr – Women_Art_Human Rights for Peace, svoltasi in varie sedi tra il 2020 e il 2021; qui un video del reportage girato nel campo, si tratta di immagini di otto anni fa, ma tristemente uguali a quelle degli attuali conflitti:
Thalassini Douma sorprende per la sua puntuale capacità nello svolgere efficacemente sia il ruolo di fotogiornalista che quello di artista della fotografia, ovvero l’attitudine ad approfondire la vera sostanza delle cose che accadono e mostrare liberamente al mondo una propria chiave di lettura: semplice, inedita, non convenzionale.
Come scrive Barbara Martusciello nel testo che accompagna la mostra: «Questi scatti si fanno specchio del presente ma sono anche rivolti all’interno, con qualità introspettiva, lirica, sentimentale».
L’invito, per chi si dovesse trovare a Roma, è quello di venire a conoscere meglio l’artista attraverso questo suo intenso lavoro, c’è tempo fino al 30 gennaio 2025.
Info mostra Thalassini Douma | UnderWaterCity
- fino al 30 gennaio 2025 – orari: tutti i giorni dalle 17:00 alle 02:00
- Nell’ambito di FotograficaMONTI | Rassegna di opere fotografiche
- a cura di Barbara Martusciello – in collaborazione con Takeawaygallery
- AntiGallery – Piazza degli Zingari, 3 – Roma
Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).

















