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Vincent van Gogh, L’Arlesiana in trasferta alla Galleria Nazionale dell’Umbria

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ha concesso in prestito fino al 27 settembre di quest’anno alla Galleria Nazionale dell’Umbria uno dei più celebri ritratti eseguiti da Vincent van Gogh, L’Arlesiana.

La mostra, dal titolo Un capolavoro a Perugia. Van Gogh e gli italiani a Parigi. L’Arlesiana tra i ritratti femminili del secondo Ottocento è a cura di Costantino D’Orazio e Aurora Roscini Vitali.

immagine per Van Gogh Vincent - L'arlesiana Ritratto di M.me Ginoux inv.-5164-G6113
Vincent Van Gogh – L’arlesiana Ritratto di M.me Ginoux inv.-5164-G6113

Acquisito grazie alla lungimiranza di Palma Bucarelli nel 1962, l’opera, come spesso accadde alla storica direttrice, fu al centro di polemiche legate alla presunta spesa eccessiva per l’acquisto sul mercato internazionale e per aver investito risorse pubbliche sull’arte straniera a sfavore di quella italiana.

Il dipinto fu nuovamente al centro delle cronache molti anni dopo, nel maggio del 1998 in quanto fu sottratto insieme ad altri capolavori, in una rapina definita ‘del secolo’ e degna di un film d’azione.

Clamoroso fu tuttavia anche il recupero delle opere dopo circa due mesi con l’arresto dei responsabili e della basista interna da parte del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Il dipinto è considerato il più recente tra le repliche eseguite dall’artista sullo stesso soggetto, si data infatti al 1890 e precedette di poco la sua scomparsa nel luglio dello stesso anno.

Marie Ginoux, questo il nome della donna ritratta, gestiva il Café de la Gare di Arles, dove erano soliti passare Van Gogh e Paul Gauguin durante il soggiorno condiviso prima che l’amicizia tra i due si rompesse con la successiva fuga di Gauguin dalla Provenza a Parigi.

Per Van Gogh quel periodo iniziato con entusiasmanti aspettative per il loro sodalizio si tramutò in disillusione; nell’amara consapevolezza della propria fragilità mentale, si fece ricoverare volontariamente nell’asilo psichiatrico a Saint-Rémy-de-Provence.

La permanenza durò un anno e fu caratterizzata da un’intensa produzione di disegni e dipinti (tra i quali il capolavoro della Notte stellata).

A quella fase tormentata e feconda appartiene anche il ritratto ora a Perugia; molto intenso sia dal punto di vista pittorico che da quello della lettura introspettiva, presenta una tavolozza pastosa e luminosa che definisce lo sguardo malinconico di Marie Ginoux.

Van Gogh dipinse per lo più “a memoria” basandosi sul ricordo personale che aveva della donna e su un disegno di Gauguin che era rimasto in suo possesso.

Il percorso della mostra è arricchito da un altro prestito, quello del Museo dell’Ottocento di Pescara Fondazione Di Persio – Pallotta, con opere che hanno per soggetto altre figure femminili eseguite da Gioacchino Toma, Saverio Altamura, Silvestro Lega, Antonio Mancini, Mosè Bianchi e Niccolò Cannicci.

Per allargare l’orizzonte a Parigi, che in quel passaggio tra un secolo e l’altro fu meta privilegiata per artisti e intellettuali di ogni nazionalità, sono presenti in mostra tre ritratti femminili di quegli artisti italiani che, diversissimi tra loro, meglio rappresentarono quella stagione: Federico Zandomeneghi, Giuseppe De Nittis e Giovanni Boldini.

Il catalogo pubblicato da Moebius, oltre ai saggi dei due curatori, presenta un prezioso contributo sull’evoluzione della rappresentazione femminile nella seconda metà dell’Ottocento della docente di Storia dell’Arte Contemporanea nell’Ateneo perugino Alessandra Migliorati.

Informazioni Un capolavoro a Perugia. van Gogh e gli italiani a Parigi. L’Arlesiana tra i ritratti femminili del secondo Ottocento

immagine per Maria Arcidiacono
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Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).

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