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Palazzo Farnese e i suoi 150 anni. L’Ambasciata di Francia e dell’École française a Roma

di Maria Arcidiacono

Con un ricco programma di eventi e circa 1800 presenze, lo scorso 27 settembre si è tenuto a Roma il grande appuntamento celebrativo dei 150 anni di presenza dell’Ambasciata di Francia e dell’École française de Rome a Palazzo Farnese.

Tavole rotonde, convegni e una mostra fotografica con immagini memorabili: come il momento nel quale fu issata nuovamente la bandiera francese sul palazzo il 4 giugno 1944, o la visita di Jean Cocteau negli anni Cinquanta, gli incontri istituzionali con figure illustri, del calibro di Nilde Iotti e di Simone Veil, oltre ad alcune foto di scena del film Habemus Papam di Nanni Moretti, girato nel cortile e nelle sale del palazzo.

Nel corso dell’evento, inserito nell’ambito delle Giornate europee del Patrimonio, sono stati presentati alcuni volumi recenti sulla famiglia Farnese; poi, a cura dell’École française de Rome, si sono svolti workshop su temi archeologici, mentre tra i percorsi espositivi, ha avuto luogo la presentazione di un affresco del Domenichino, raffigurante Apollo e Giacinto; l’opera ha da poco fatto ritorno a Palazzo Farnese a seguito di un accurato intervento di recupero eseguito dall’Istituto Centrale per il Restauro (ICR).

Ci sono state anche delle visite guidate speciali, come quella ‘al buio’ della Galleria Farnese: gli affreschi tardo cinquecenteschi dei fratelli Carracci, immersi nell’oscurità della sala, sono stati illuminati da un fascio di luce e raccontati nel dettaglio alla luce delle recenti scoperte.

Per gli appassionati di design contemporaneo c’era la collezione delle Manufactures Nationales – Sèvres Mobilier National con arazzi e arredi realizzati da una selezione di atelier e di interior designer, ospitati nella Galleria della Cancelleria e in quella del Mascherone. La giornata si è conclusa con un concerto nel Salone rosso.

I ‘padroni di casa’ Martin Briens, Ambasciatore di Francia in Italia e Brigitte Marin, Direttrice dell’École française de Rome, hanno accolto i visitatori guidandoli nelle sale e sottolineando l’importanza dei rapporti diplomatici e della collaborazione scientifica tra i due Paesi.

Fulcro degli scambi culturali italo-francesi dell’istituto, che vanta anche l’apertura di cantieri archeologici in Italia e in altri paesi del Mediterraneo, è la storica biblioteca che si estende per due piani del palazzo.

Con i suoi oltre 215mila volumi, i 15mila ingressi annuali, è luogo di formazione e ricerca della comunità scientifica internazionale, nell’ambito delle scienze storiche, archeologiche e sociali, accogliendo da sempre numerosi borsisti e ricercatori.

Una volta concluse queste giornate celebrative, l’École française de Rome non smetterà di dar seguito alla sua vocazione di diffusione della cultura, e promuoverà, per la stagione 2025-2026, numerose attività, come mostre, eventi, seminari ed altre occasioni culturali a ingresso gratuito.

Suggeriamo di tenere d’occhio i programmi previsti, in particolare in quella che, dal 1975, è la seconda sede dell’École: il civico 62 di Piazza Navona, dove, solo per fare un ‘piccolo’ esempio, è custodita l’area archeologica con i resti dello stadio di Domiziano, oggetto di recenti ricerche che hanno rivelato la storia del monumento e dell’intera piazza fin dall’antichità.

Vi lasciamo con una frase che, con il passare del tempo, non ha perso autenticità:

“I privilegi della bellezza sono immensi” (Jean Cocteau).

Informazioni

immagine per Maria Arcidiacono
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Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).

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