La mostra Accardi, Eustachio, Fioroni, Maselli, Montessori, Ricciardi in corso alla Galleria Heimat di Roma, in quello che fu lo studio di Marilù Eustachio nel cuore di Trastevere, non è nata all’insegna della nostalgia, sebbene si esca da lì avvertendo un po’ questo sentimento.
Curata da Giovanna dalla Chiesa, in collaborazione con l’Associazione Archivio Marilù Eustachio, fu fortemente voluta dall’artista che individuò le cinque sodali da coinvolgere in questa nuova mostra.

La curatrice, assieme a Fariba Karimi, la responsabile dell’archivio, ha interpellato gallerie e fondazioni per offrire a visitatori e visitatrici una mostra raffinata e preziosa, rappresentativa di una lunga stagione che dagli anni Sessanta si dipanò nei decenni successivi, dando luogo a questo dialogo d’arte, tutto al femminile, in grado di rivelare ancora la rara intensità di quei tempi.
I tre pastelli di Carla Accardi (Archivio Accardi Sanfilippo), in tutta probabilità bozzetti – una sua consuetudine, il bozzetto, che precedeva sempre la realizzazione di ogni suo lavoro – sono del 1978, un periodo nel quale, dopo il distacco doloroso da Carla Lonzi, aveva appena dato vita, insieme ad altre artiste, alla Cooperativa Beato Angelico.
Stessa tecnica per le cinque opere di Giosetta Fioroni (Fondazione Goffredo Parise e Giosetta Fioroni): armoniose tessiture cromatiche, per lo più dedicate alla madre dell’artista che viveva a Bologna.
È presente anche una tra le più care amiche di Marilù, Titina Maselli, con tre opere che sintetizzano la sua ricerca tra ambiente urbano, movimento e campiture accese vicine alla pop-art (Galleria Massimo Minini).
Le Luci, intese come oggetti illuminanti, emergono da sfondi dal tratteggio sospeso nelle quattro tele di Elisa Montessori (Galleria Monitor), mentre la stagione dell’impegno politico di Cloti Ricciardi è ben rappresentata dalle Lettere d’Amore (Archivio Cloti Ricciardi) ‘vergate’ con residui metallici di lavorazione d’officina ed eseguite a partire dal 1968.
Ma lo spirito di questo progetto espositivo è racchiuso in modo speciale proprio nelle opere a inchiostro su carta trasparente di Marilù Eustachio, in mostra assieme a due delicati pastelli su carta, datati al 1985.
I cinque lavori a china sono dedicati a Emily Dickinson, i cui versi sono stati riportati con la stessa fine calligrafia che troviamo nei Taccuini di Marilù: piccoli oggetti d’arte che ci fanno esplorare un mondo d’artista fatto di incontri, letture, riflessioni, viaggi.
La Galleria Heimat è nata dalla volontà dell’artista, con il fondamentale apporto del suo amico giornalista ed ex gallerista Arnold Tribus oltre all’attiva e fondamentale presenza di Fariba Karimi.
È uno scrigno prezioso dove il lavoro appassionato di queste artiste testimonia la volontà nell’operare in un tempo di trasformazione, nutrendosi ciascuna di una propria militanza politico-creativa che l’Associazione Archivio Marilù Eustachio si propone di far conoscere attraverso questa mostra.
Non è più possibile incontrare Marilù nei vicoli trasteverini e rubarle qualche minuto tra ricordi indelebili e nuovi progetti, perché, come scrive benissimo Giovanna dalla Chiesa, «ha intrapreso un nuovo viaggio, ma la forza del suo intento, unito all’integrità della sua ricerca, sono qui a dirci che il suo cammino non vuole arrestarsi e che non si fermerà».
Info mostra Galleria Heimat: Carla Accardi, Marilù Eustachio, Giosetta Fioroni, Titina Maselli, Elisa Montessori, Cloti Ricciardi
Info mostra Galleria Heimat: Carla Accardi, Marilù Eustachio, Giosetta Fioroni, Titina Maselli, Elisa Montessori, Cloti Ricciardi
- a cura di Giovanna dalla Chiesa
- Galleria Heimat – Vicolo del Cinque 24 – 00153 Roma – +39 06 86834763
- fino a sabato 8 marzo 2025
- orari: da martedì a sabato ore 11-19.
- Associazione Archivio Marilù Eustachio
- galleriaheimat@gmail.com
Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).























