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Annalaura di Luggo. Collòculi Intro-spectio alle Terme di Diocleziano-Museo Nazionale Romano

di Maria Arcidiacono

Inaugurata il 12 giugno nella sede delle Terme di Diocleziano del Museo Nazionale Romano, la mostra dell’artista partenopea Annalaura di Luggo, dal titolo Collòculi/Intro-spectio e a cura di Gabriele Perretta, è stata organizzata con il supporto di Jus Museum di Napoli, della Fondazione Banco Napoli, di Luca de Magistris Private Fideuram, di Lead Broker & Consulting, di GM Ambiente & Energia e di FC Group Agenzia Allianz Velletri.

La Parabola dei ciechi di Pieter Bruegel rappresenta uno dei punti di partenza del progetto, nel cui titolo (Collòculi = collŏquĭum, dialogo, e ŏcŭlus, occhio) sono racchiusi i due punti fondamentali della ricerca dell’artista che vede nell’occhio il tema preminente, presente in ciascuna delle opere in mostra e protagonista assoluto nella grande installazione ospitata nell’Aula XI bis, a conclusione del percorso espositivo.

Nell’elaborazione del progetto, l’artista ha coinvolto alcuni ragazzi (Pino, Youssouf, Larissa) accomunati dalla drammaticità di alcune esperienze vissute (criminalità, discriminazione, bullismo) assieme a Noemi, che vive dalla nascita in una condizione di cecità.

Esplorando le loro emozioni e ascoltando i loro racconti, Annalaura di Luggo ha documentato gli incontri fotografando l’iride dei protagonisti per dar vita così a una sorta di archivio emozionale.

Il percorso si articola con riproduzioni di opere, alcune delle quali universalmente note, arricchite dall’inserimento delle fotografie delle iridi (raccolte e custodite dall’artista) e culmina nella grande installazione scultorea raffigurante un occhio, realizzato attraverso strisce di alluminio riciclato, con al centro un dispositivo interattivo che coinvolge il visitatore e lo rende partecipe del progetto.

Il lungometraggio We Are Art Trough the Eyes of Annalaura (diretto dall’autrice) che documenta la genesi e la realizzazione dell’opera, consente di inquadrarne meglio i presupposti e le finalità.

L’artista ha inteso accompagnare i suoi giovani interlocutori alla riscoperta degli aspetti più bui delle rispettive esistenze, fornendo loro, a conclusione del confronto, l’opportunità di affermare ciascuno la propria volontà di riscatto.

Ma, mentre Pino, Youssouf e Larissa si sono imbattuti nelle contrarietà imponderabili e imprevedibili che possono colpire anche ferocemente le nostre vite o quelle di persone a noi vicine, Noemi, cieca dalla nascita, nella sua impossibilità di descrivere forme e colori se non attraverso le vibrazioni e le emozioni che raggiungono la sua capacità percettiva, rappresenta forse, tra i ragazzi coinvolti, quella in grado di vedere oltre, avendo sviluppato, pur suo malgrado, una ipersensibilità per certi versi inarrivabile.

La scelta del contesto museale sembra non rapportarsi in maniera evidente o diretta (nemmeno dal punto di vista dialettico della contrapposizione) al progetto Collòculi, ma, tra le prerogative di questi spazi pubblici dal grande pregio storico, archeologico e architettonico, rientra anche la peculiarità di ospitare opere e iniziative come quelle di Annalaura di Luggo, tese ad abbattere stereotipi e a facilitare, attraverso varie forme espressive, un discorso di accoglienza e inclusione.

Info mostra Collòculi/Intro-spectio | Annalaura di Luggo

  • a cura di Gabriele Perretta
  •  Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano – Via Enrico De Nicola, 78 – Roma
  • 12 giugno – 8 settembre 2024
  • Orari martedì-domenica dalle 9.30 alle 19.00 – lunedì chiuso – biglietti qui >>
  • Catalogo: Silvana Editoriale con testi di Gabriele Perretta e Demetrio Paparoni
immagine per Maria Arcidiacono
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Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).

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