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Rĕlĭquĭae si fa dispositivo con [In ambiente]*. On the Contemporary, Catania

di Maria Arcidiacono

Come uno scrigno che svela nuovi scomparti, la mostra Rĕlĭquĭae si trasforma in dispositivo e presenta [In ambiente]*, da On the Contemporary, uno degli spazi espositivi e di ricerca nell’ambito delle arti visive più interessanti e vitali della città di Catania.

Felicemente definito “innesto”, il progetto va ad inserirsi in un contesto che è in sé un ossimoro: un sancta sanctorum laico, dove l’oggetto trascende l’attitudine devozionale evocando una memoria del sacro, declinata in direzione etica o filosofica.

Sotto la sapiente e tenace guida di Anna Guillot, gli artisti Luca Caccioni, Alessandro Costanzo, Iginio De Luca, Flavio Favelli, Loredana Longo, Luca Vitone e la stessa Guillot si sono immessi in un contesto già avviato unendosi al filo narrativo di un percorso sospeso in una pausa temporale ancor più dilatata dall’epoca incerta che ci ritroviamo a vivere.

Accolti dalle opere di Michel Couturier, Domenico Mennillo, Zygmunt Piotrowski-Noah Warsaw, Ampelio Zappalorto e degli stessi Costanzo e Guillot, i nuovi lavori hanno aperto un ulteriore fronte di discussione, amplificando i contenuti già presenti e fornendo spunti per successivi approfondimenti.

Una dozzina di opere dal profilo eterogeneo, tra le quali si segnalano quella di Alessandro Costanzo, che si sta ritagliando uno spazio interessante nel panorama artistico belga, grazie anche all’esperienza vissuta lo scorso anno a Bruxelles, in residenza presso Musumeci Arte Contemporanea; il giovane artista catanese ha inserito il duplicato di un macchinario luminoso, in linea con la sua attenzione nel tracciare percorsi sulla memoria, sulla sua scomposizione e riscrittura, soffermandosi su ‘ciò che resta’ prima di un completo disfacimento.

Anche Iginio De Luca ha scelto un dispositivo, nel suo caso un congegno protagonista di alcuni suoi atti performativi che lo hanno fatto conoscere: un megafono, strumento del quale si serve per coniugare poesia a impegno etico. Più che un manufatto che induca alla contemplazione, l’opera è da considerarsi un richiamo, un ‘memento’ nel quale si coniugano felicemente sia l’omaggio allo studioso De Libero che il carattere dirompente del recente percorso di De Luca nei suoi celebri ‘blitz’.

Da sottolineare, infine, l’ottima analisi di Luciana Rogozinski nel suo contributo in catalogo e, last but not least, l’autorevole cura di Anna Guillot: nel già ricco panorama culturale siciliano, ha il merito di aver dato vita ad un prezioso spazio di confronto e di ricerca sul contemporaneo che, di conseguenza, vale la pena tenere d’occhio con estremo riguardo.

Info mostra

  • [In ambiente]*
  • fino al  31 ottobre 2020
  • On the Contemporary – Piazza Manganelli, 16 – Catania
[in ambiente, On the Contemporary, Catania
immagine per Maria Arcidiacono
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Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).

2 risposte

  1. Un grazie a Maria Arcidiacono per questa critica corretta, puntuale, rispettosa del progetto ideato e curato da Anna Guillot con i testi di approfondimento di Luciana Rogozinski.
    Rosa Anna Musumeci
    Arte Contemporanea
    Catania-Bruxelles

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